lunedì 31 dicembre 2012

ANNO NUOVO, VITA NUOVA (CON RICICLO)

Eccoci qui...
Ultimo giorno dell'anno, tutti pronti per festeggiare (più o meno in grande).
Ma anche tempo di bilanci, accompagnati, nel mio caso, da un velo di malinconia.
Personalmente non dico addio al 2012 con troppo dispiacere. Poverino, non è tutta colpa sua, era già nato bisesto (e quindi funesto) :-)
Per me sono stati 12 mesi importanti, per nulla banali o scontati, nel bene e nel male. Mi hanno fatta crescere.
È stato l'anno del mio primo contratto a tempo indeterminato, della riscoperta della fondamentale importanza della mia strampalata famiglia (vi ringrazio tutti, siete stati la mia scialuppa di salvataggio in tanti momenti NO), della nascita di nuove importanti amicizie (un bacio, Lauretta), della riconferma di amicizie senza tempo (vero, Roby?), della scoperta che il Grande Amore esiste e che ti può dare tanto e poi togliere tutto.
Ho imparato cosa vuol dire sperare nella realizzazione di un Sogno, lottare con tutte le tue forze anche quando dovresti capire che è il momento di arrendersi e poi cadere rovinosamente per terra.
Ma ho imparato anche a rialzarmi, facendomi forza e aggrappandomi alle persone che mi vogliono bene (e per fortuna non sono poche).
Ho imparato anche che alla fine essere onesti paga; il cammino è più difficile, si è troppo vulnerabili, si rischia anche di passare per pazzi.
Ma, quando si tirano le somme, ti puoi guardare allo specchio con orgoglio, perché tutto ciò che hai fatto, giusto o sbagliato, lo hai fatto con il cuore.
Ho imparato che il perdono esiste e così come io l'ho ricevuto in dono spero di poter perdonare anch'io, un giorno non troppo lontano.
Ed è proprio questo uno degli auguri che mi faccio per il 2013 ormai alle porte.
Mi auguro anche di trovare un po' di serenità, di continuare per la mia strada senza tradirmi mai e di dare tutto ciò che posso alle persone che amo (quelle che sono nella mia vita da anni, quelle che ci sono capitate per caso, quelle che vanno e vengono, quelle che sono tornate).

E siccome con il passaggio dall'anno vecchio all'anno nuovo qualcosa si butta, ma qualcosa si tiene... Ho pensato di concludere con una ricettina del riciclo: un buon budino di panettone, mele e cannella. Che dite, lo prepariamo insieme?

Ingredienti:

650 ml di latte
la scorza di 1 limone
burro qb
½ panettone
4 cucchiai di rum
2 mele golden
5 uova
100 gr di zucchero
2 cucchiai di zucchero di canna
Cannella qb
zucchero a velo qb

Preparazione:

Scaldate il latte con la scorza di limone e la cannella.
Imburrate una pirofila.
Affettate il panettone abbastanza sottile.
Rivestite tutta la pirofila con il panettone e bagnatelo con pochissimo rum.
Disponete le mele sbucciate e affettate sottili sul panettone.
A parte sbattete le uova con lo zucchero.
Unite il latte filtrato alle uova.
Versate questa crema su panettone e mele.
Completate con un secondo strato di mele.
Cuocete a 180 gradi per mezzora coperto, poi per venti minuti scoperto e spolverizzato con zucchero di canna.
Lasciate riposare 12 ore in un luogo fresco prima di servirlo.

Buon 2013 gente!!! Io lo inizio con il sorriso, ho ottimi motivi per essere ottimista (e poi tra un po' non avrò più neppure Giove opposto...).






giovedì 27 dicembre 2012

TRIS VINCENTE DI ANTIPASTI

Come preannunciato prima di Natale, in questi giorni ho latitato un pochino...
Mi sto dedicando il più possibile alla famiglia, agli amici, agli affetti sinceri. Cosa che, durante tutto l'anno, diventa difficile da fare come si vorrebbe.
Per questo motivo ho approfittato del Natale per farlo, ovviamente anche attraverso la cucina :-)
Infatti la sera della Vigilia mi sono autoproclamata "cuoca" e ho preparato una bella cenetta per la mia mamma (che è stata ben felice di cedere lo scettro per una volta).

E siccome so di avervi trascurato, vi "regalo" i miei tre antipasti della Vigilia, augurandovi un anno ricco di tutto ciò che più desiderate...

GAMBERI IN PASTA BRISÉ

Ingredienti:
20 code di gambero
1 vasetto di pesto
1 rotolo di pasta brisé

Preparazione:
Pulite le code di gambero, lasciando attaccata la codina.
Sciacquatele, asciugatele e intingetele nel pesto.
Avvolgete ciascuna coda con una striscia di pasta brisé.
Infornate a 180 gradi per 20'
(In realtà avrei voluto farli con la pasta fillo, ma non l'ho trovata... La pasta brisé si è comunque rivelata un'ottima sostituta!)

TERRINA AFFUMICATA

Ingredienti:
300 g di salmone affumicato
300 g di storione affumicato
200 g di panna
1 limone
2 cucchiai di vodka
10 g di colla di pesce
Aneto

Preparazione:
Mescolate la panna e il succo di un limone.
Frullatene metà con il salmone e metà con lo storione.
Fate sciogliere la colla di pesce precedentemente ammollata in due cucchiai di vodka calda.
Unite la colla di pesce ai due composti.
Rivestite uno stampo da plumcake con la pellicola.
Versate il composto a base di salmone, livellatelo, cospargete di aneto e ricoprite con lo storione. Livellate il tutto, coprite con la pellicola e lasciate in frigo a solidificare per almeno 3 ore.
Servitela con crostini di pane caldo.
(Questa ricetta l'ho scopiazzata da Benedetta Parodi, sostituendo il pesce spada con lo storione. Ottima alternativa ai classici crostini burro e salmone...).

MILLEFOGLIE DI POLIPO E PATATE

Ingredienti:
8 fette di Carpaccio di Polipo
4 patate medie
1 mazzetto di basilico
Olio extravergine di oliva qb
Sale qb

Preparazione:
Fate lessare le patate sbucciate e tagliate a tocchetti in acqua salata.
Schiacciatele grossolanamente aggiungendo olio e basilico tritato.
Nel piatto alternate una fetta di polipo, il composto di patate, un'altra fetta di polipo e completate con le patate e una fogliolina di basilico.
Aggiungete a piacere un filo di olio a crudo.
(Originale alternativa al classico polipo con patate).

A presto gente!





sabato 22 dicembre 2012

ESPRIMETE UN DESIDERIO...

Il mondo non è finito, tutto è come prima... Ma la cosa più importante è che oggi è il mio primo giorno di vacanza! Ben due settimane durante le quali mi dedicherò a qualche nuova ricettina e alle mie adorate ciaspole, che giacciono abbandonate dalla scorsa primavera (per cui mi sa che nei prossimi giorni latiterò un po'... ma non troppo!).
Gli ultimi giorni di lavoro sono stati dedicati (anche) all'invio degli auguri di buone feste ai miei clienti, sparsi un po' in tutta Italia. Ho sempre odiato le cosiddette "mail massive", anonime, fredde, distanti. Così come detesto riceverle, allo stesso tempo non potrei mai inviarle. 
E allora, pensa e ripensa, per quest'anno ho deciso di evitare le solite frasi ben augurali che rischiano di suonare banali e insignificanti, tanto più in un momento difficile come questo che stiamo attraversando (a proposito, voi la vedete la riva, dall'altra parte?). 
Ho inviato a tutti la ricetta delle mie stelline alla cannella, con l'augurio che, mangiandole, potessero esprimere liberamente i propri desideri... 
E chissà che qualcuno non si avveri...
Eccola qui, anche per voi.

INGREDIENTI (per 40 stelline)

150 g di farina 00
100 g di burro morbido
30 g di zucchero semolato
2 tuorli d’uovo
2 cucchiaini di cannella
1 pizzico di sale
1 pizzico di bicarbonato per dolci



PREPARAZIONE 
 
Lavorare il burro morbido con lo zucchero


Aggiungere i tuorli d’uovo e un pizzico di sale


Aggiungere al composto la farina, il pizzico di bicarbonato e la cannella


Lavorare sino a ottenere una palla compatta


Ricoprirla con la pellicola e metterla in frigorifero per almeno 30 minuti


Stendere l’impasto alto circa 1 cm


Tagliarlo a forma di stelline


Infornare per circa 15 minuti a 180 °C (forno statico)


Lasciare raffreddare 

(facoltativamente decorare con la glassa)


Esprimere un desiderio


Assaporare 




venerdì 21 dicembre 2012

STRUDEL CON ZABAJONE... SALATO!

Qualche giorno fa, tramite Facebook, mi è stato fatto notare che in questo blog mancano ricette per vegetariani... 
E in effetti è vero! 
Il "problema" è che sono un'inguaribile carnivora :-)

Provvedo subito a colmare questa lacuna, con una ricettina molto sfiziosa, adatta anche a essere presentata in questi giorni di festa (si prepara in anticipo ed è molto scenografica, quindi...). Si tratta di uno Strudel di verdure con zabajone, che ho scovato qualche anno fa in uno speciale di "Sale & Pepe" ed è subito entrato nel mio ricettario (Moleskine, rigorosamente compilata a mano). Questa versione comprende zucchine, piselli e patate, ma potete variare secondo i gusti e le stagioni. Dopotutto questo è il bello (e il buono) di strudel e torte salate, no? 




INGREDIENTI

Per lo strudel:
1 disco di pasta sfoglia stesa
150 g di misto per soffritto (tagliato a dadini non troppo piccoli) 
2 zucchine
200 g di pisellini surgelati 
300 g di patate 
40 g di parmigiano grattugiato
olio extra vergine di oliva qb
sale e pepe qb

Per lo zabajone:
4 tuorli 
un mazzetto di erba cipollina e di timo tritati
mezzo limone
olio extra vergine di oliva qb
sale qb

PREPARAZIONE

Scaldate il misto per soffritto in una padella antiaderente con un filo d'olio

Unite le patate sbucciate e tagliate a dadini e i piselli, coprite con un coperchio e lasciate stufare a fuoco medio per 10 minuti (nel caso asciugasse troppo, aggiungete un pochino d'acqua calda)

Unite le zucchine a cubetti e proseguite la cottura per altri 5 minuti, sempre con il coperchio

Mettete le verdure in una terrina con il parmigiano, aggiustate di sale e pepe e lasciate raffreddare

Srotolate la sfoglia, disponete la farcia di verdure e arrotolate formando lo strudel

Infornate per 25 minuti a 200 °C

Nel frattempo (o prima di servire lo strudel) dedicatevi allo zabajone...

In un pentolino unite i 4 tuorli con 4 mezzi gusci d'uovo pieni d'acqua

A bagnomaria sbattete con una frusta per circa 5 minuti, rendendo il composto soffice e spumoso

Togliete dal fuoco e, sempre sbattendo, unite il succo di limone e l'olio a filo (circa mezzo dl)

Salate e profumate con erba cipollina e timo

Servitelo caldo con lo strudel





giovedì 20 dicembre 2012

DOMENICA TI PORTERO' SUL LAGO...

Con il post di oggi terminerò il resoconto del mio weekend trascorso con Laura (sperando di ripetere presto l'esperienza!).

Dopo il sabato torinese, per la domenica ho organizzato una giornatina "lacustre". Al mattino Lago d'Orta (piccolo e romantico, il mio preferito) e al pomeriggio Lago Maggiore (rievocazione dei vecchi mestieri a Baveno, incredibilmente suggestivo... e ottimo vin brulé!!!). 

Per pranzo, ci tenevo a portarla sul lago ed è proprio quello che ho fatto...


Innanzitutto quando scrivo "sul lago" intendo proprio "sul lago". Eh sì, perché il Ristorante Il Battipalo di Lesa si trova proprio su una sorta di palafitta circondata da ampie vetrate. 
All'interno pochi tavoli e il bancone dietro al quale si intravedono etichette di vini e distillati da veri intenditori; il tutto crea un'atmosfera molto intima, sicuramente adatta a una romantica cena a due (ma non solo). 


Ho mangiato in questo locale per la prima volta un paio di anni fa circa e, la scorsa estate, ho avuto il piacere di conoscere meglio i due titolari, Simona e Gabriele. 

Ristoratori per passione, totalmente autodidatti e provenienti entrambi da professioni completamente diverse. Si sono "trovati" e lui in sala, lei in cucina, hanno creato qualcosa di veramente unico... Non posso fare a meno di ripetere quanto detto da Laura a Simona, alla fine del pranzo: "il tuo è indubbiamente un dono che dovevi condividere con l'umanità". 

Ed è proprio così. I piatti creati da Simona sono delle vere e proprie opere d'arte, per gli occhi prima ancora che per il palato. 

Come "benvenuto", oltre al piatto con bocconcini di focaccia e pane a lievitazione naturale di Eugenio Pol (in arte "Vulaiga"), ci è stata servita una crema tiepida di pane e cipolle con quenelle di lavarello mantecato.


A seguire, ecco alcune delle specialità che abbiamo degustato...



Polenta su letto di fonduta di Bettelmatt con chicchi di melograno


Insalatina tiepida di cardi con leggera salsa di acciughe e uovo fondente


Spaghetti di farina di castagne alla chitarra con verze, acciughe e bottarga di lavarello


Salmerino di fonte su crema di topinambur e insalatina di puntarelle


Il tutto "innaffiato" con la Vespolina del grande Tiziano Mazzoni...


Giunte al momento del dolce, ci sentivamo un po' troppo in colpa, per cui abbiamo desistito... Ma poi avevamo ancora un po' di vino nel bicchiere e ci sembrava un crimine abbandonarlo a se stesso... E così, a conferma del fatto che Simona e Gabriele sanno coccolare i loro clienti come pochi, ci hanno portato qualche biscottino alla cannella (rigorosamente homemade) e un assaggino di cioccolato di Modica (che con il tipico aroma di pepe nero della Vespolina ci va a nozze!!!). 

Soddisfatte? Molto, ma molto di più!

RISTORANTE IL BATTIPALO 
Via V. Veneto 2
Lesa (NO)
Tel. 0322-76069
Cell. 366-3901901
www.battipalolesa.it
Chiuso il lunedì tutto il giorno e il giovedì a pranzo  



      

mercoledì 19 dicembre 2012

UN "ALCHIMISTA"... DA CATANIA AL LAGO MAGGIORE

Chi mi segue lo sa... Lunedì sono stata impegnata per la riunione della nostra rete vendite. Un'occasione per rivedere persone che non sono solo collaboratori, ma in molti casi amici (Laura è, ovviamente, tra questi). Quest'anno è stato anche il pretesto per "sperimentare" un ristorante che ha aperto da poco più di una settimana (quale momento migliore per fare "gruppo" se non quando si hanno le gambe sotto il tavolo?). 
Il nome del locale è già di per sè intrigante: L'Alchimista
All'interno si respira un'atmosfera rilassante, alimentata dai colori tenui che dominano (bianco e azzurro su tutti). Pochi tavoli, ben disposti. 
In cucina uno chef che non conoscevo, di origini catanesi, con una precedente esperienza presso il ristorante dell'Hotel La Sacca di Stresa. 
Veniamo subito accolti con una piccola entrée di benvenuto: burro montato con erba cipollina e focaccina calda alle olive taggiasche (chiedo perdono... era troppo invitante e io avevo troppa fame... per cui mi sono scordata di fotografarla!!!). 
A seguire optiamo quasi tutti per il menu di pesce (in alternativa si può scegliere il menu di terra oppure quello alla carta). Insomma, vediamo un po' come se la cava questo catanese trapiantato sul Lago Maggiore... 
Come antipasto ci viene presentata un'ottima tartare di tonno con capperi di Pantelleria... Delicata e saporita al tempo stesso, assolutamente equilibrata e molto bella anche da vedere.


Proseguiamo con il primo piatto... Anche in questo caso l'equilibrio è assoluto: gnocchetti di patate e broccoli con vongole e bottarga. Il dolce della patata si sposa alla perfezione con la sapidità di vongole e bottarga (e l'idea di mettere il broccolo nell'impasto degli gnocchi non è niente male!).


Ed ecco arrivare dei tranci di pesce spada con crosticina di patate e composta di cipolle rosse... Qui faccio fatica a essere imparziale, perché il piatto utilizzato è uno dei miei preferiti: una lastra di ardesia (a casa ne ho di tutte le forme e dimensioni). A parte tutto, anche in questo caso il nostro chef è più che promosso!


E infine il dolce... Una morbida meringa su una crema di mela verde e sedano. Fresca e dissetante, degna conclusione di un pasto saporito ma non eccessivamente pesante. 


La scelta del vino è "toccata" a me... Pinot Grigio di Damian Princic, un bianco dalla buona struttura e l'eccellente aromaticità (i commensali hanno approvato). 

Insieme al caffè il nostro chef ci ha omaggiato di una serie di squisitezze fatte da lui, tra le quali dei mini cannoli siciliani da lasciare senza fiato (...anche in questo caso la gola è stata più rapida della macchina fotografica...).

Che dire? A parte qualche piccolo intoppo nel servizio (che mi auguro venga eliminato con il passare del tempo), questo angolo di Sicilia sul Lago Maggiore merita una visita, anche per l'ottimo rapporto qualità/prezzo...

L'ALCHIMISTA
Via V. Veneto 53
Oleggio Castello (NO)
Tel. 0322-53255

martedì 18 dicembre 2012

DI AMICIZIA, LUCI E... BICERIN!

Come ho scritto nel mio post di sabato, lo scorso weekend ho ospitato la mia amica Laura (ah, la torta di mele e cannella è stata un successone!). 
Lei non era mai stata in Piemonte, per cui ho approfittato di questi due giorni per farle un pochino da "cicerone" (...ovviamente anche in ambito enogastronomico...). 
Così sabato siamo andate a Torino, città di cui Laura si è letteralmente innamorata! 
E in effetti, non ha mica tutti  i torti... 
Oltretutto credo proprio che sia una città cui dona particolarmente l'abbigliamento natalizio (le "luci d'artista" che la illuminano sono a dir poco spettacolari). 



Aristocratica ma al tempo stesso accogliente, in continuo movimento pur rimanendo strettamente legata alle tradizioni. 
E poi, non scordiamolo, è una delle "città del cioccolato"... Un vero e proprio paradiso terrestre per due golose come noi :-) 
Infatti ne abbiamo approfittato, riscaldandoci con una bella cioccolata calda con panna (per Laura) e il tipico "Bicerin" (per me). 
A proposito, voi lo conoscete il Bicerin? No? Be', è un vero peccato... 
Ma cercherò di rimediare, anche perché è la bevanda ideale per ritemprarsi nelle fredde giornate di shopping prenatalizio...



Il Bicerin è una bevanda storica, tipica di Torino. Si tratta dell'evoluzione della "bavareisa", bevanda settecentesca proposta in diverse versioni, una delle quali, la 'n poc 'd tut (un po' di tutto), è diventata l'attuale Bicerin (attestato per la prima volta nel 1898). 

Pare che la ricetta originale sia stata creata dallo storico locale torinese di Piazza della Consolata (che, per l'appunto, ne porta il nome). Da allora si è diffuso nelle altre caffetterie del capoluogo piemontese, ognuna delle quali ha la propria ricetta (tutte custodite gelosamente). 

Gli ingredienti sono tre: 

cioccolata (rigorosamente fatta in casa!)
caffè 
schiuma di fior di latte 

A questo punto a voi il compito di dosarveli, secondo i vostri gusti... 

Unico "obbligo": servirlo in tazze o bicchieri di vetro, per gustare anche con gli occhi questo magico trio.

P.S.: siccome non ci eravamo scaldate abbastanza, ci siamo prese anche un sacchettino di "grappini" (...sublimi cioccolatini fondenti ripieni di grappa...).  
   

lunedì 17 dicembre 2012

SPAGHETTONI SALMONATI (SCIUE' SCIUE')

Tra poco più di un'ora inizierà una giornatina lavorativa bella intensa, che ci vedrà riuniti con tutti i nostri agenti provenienti dalle varie regioni d'Italia...
Ovviamente oggi il tempo per cucinare sarà ridotto ai minimi termini, ma questa sera per ricompensarmi mi concederò un bel piattino sfizioso e veloce al tempo stesso. 
Con il Natale ormai alle porte, la mia voglia di salmone affumicato è ancora più accentuata rispetto al solito... Un bel piatto di spaghettoni con salmone e philadelphia alle erbe è proprio quello che ci vuole. Spadellati nel mio amato wok, ovviamente :-)

Li volete preparare con me?

INGREDIENTI (dosi per donna single)

80 g di spaghettoni n.5
50 g di salmone affumicato 
25 g di philadelphia alle erbe
olio extra vergine d'oliva qb
pepe nero qb


PREPARAZIONE

Fate lessare gli spaghettoni in abbondante acqua salata.

Nel frattempo scaldate nel wok il salmone tagliato a listarelle con un filo di olio extravergine d'oliva.

A parte stemperate il philadelphia con un pochino di acqua di cottura della pasta e versate nel wok.

Scolate la pasta al dente, saltatela nel wok (se necessario aggiungete dell'acqua di cottura), 
macinate un po' di pepe e... buon appetito!!! 



sabato 15 dicembre 2012

SOFFICE ALLE MELE E CANNELLA

Per lavoro viaggio spesso, su e giù per la nostra bella penisola (isole comprese). 
Vi assicuro che è molto impegnativo, tra aeroporti, autostrade e stanze d'albergo... E, soprattutto per una donna, molto difficile da coniugare con gli impegni famigliari. 
Ma io sfrutto la zitellaggine dei miei 31 anni e cerco di godermi gli aspetti positivi di tutto questo! 
Si vedono posti nuovi, si assaporano gusti mai provati e, soprattutto, può capitarti la fortuna di incontrare persone speciali. 
A me è successo, con Laura. 
Ci siamo conosciute pochi mesi fa e subito si è instaurato un rapporto molto particolare, insomma direi che "ci siamo trovate". 
L'estate scorsa lei e i suoi genitori mi hanno ospitata per una mini (ma indimenticabile) vacanza tra Roma e il litorale laziale. E oggi sono io ad averla come mia ospite... 
Cogliendo l'occasione di una riunione di lavoro prevista per lunedì, ne abbiamo approfittato per trascorrere un paio di giorni insieme. 
Le farò conoscere un po' del "mio" Piemonte, da ieri cosparso di neve... 
E, per iniziare questi due giorni, cosa c'è di meglio di una bella colazione, con una torta soffice, gustosa e al tempo stesso "light"? 
Eccola qui la mia torta alla mele e cannella, uno dei miei "cavalli di battaglia"... Veloce, leggera e buonissima! 

Che dite, Laura sarà contenta? ;-) 

INGREDIENTI

1 etto e 1/2 di farina 00
1 etto e 1/2 di zucchero semolato
1 uovo
1 bustina di lievito per dolci
1 bicchiere di latte
1 pizzico di sale
cannella qb
4 mele golden di media grandezza
(facoltativo) zucchero di canna qb


PREPARAZIONE

Lavorate lo zucchero con l'uovo e un pizzico di sale.

Aggiungete la farina, il lievito e il latte (regolatevi sino a ottenere un impasto che "scrive", della densità di una pastella).

Sbucciate le mele, togliete il torsolo, tagliatele a fettine sottili e incorporatele all'impasto. 

Aggiungete della cannella in polvere a vostro gusto.

Mettete il composto in una tortiera rivestita con carta forno. A questo punto potete cospargere la superficie con una spolverata di zucchero di canna, per ottenere una bella crosticina croccante. 

Cuocete a 180 °C in forno preriscaldato per 35'-40'

venerdì 14 dicembre 2012

ED ECCO A VOI... IL PRIMO PRESIDIO DELLA PROVINCIA DI NOVARA!

Prima di lasciarmi prendere troppo dall'entusiasmo, andiamo con ordine...

Intanto, che cosa si intende per "Presidio Slow Food"? 



Per chi ancora non lo sapesse, noi del movimento Slow Food non siamo solo ottimi mangiatori e bevitori, ma ci impegniamo anche per salvaguardare e  promuovere le piccole produzioni territoriali, salvandole così dal rischio di estinzione. Questo è lo scopo principale dei Presìdi Slow Food, oltre 350 in tutto il Mondo, che vedono coinvolti più di 10.000 produttori. 
Si va dall'olio di palma della Guinea Bissau, alla Salama da Sugo dell'Emilia Romagna, dal Carciofo spinoso di Menfi al Miele da bere della Polonia. 

In Italia la concentrazione di Presìdi è molto elevata: oltre 200 prodotti, affidati alle cure di oltre 1600 persone tra contadini, pescatori, norcini, pastori, casari, fornai e pasticceri. 

In Piemonte ne abbiamo ben 29, ma, fino a oggi, neppure uno nella provincia di Novara. Già fino a oggi... 

Perché tra pochissimo tempo, a inizio 2013, sarà ufficializzato il primo presidio coltivato in questa zona: la Cipolla di Cureggio e Fontaneto


L'anteprima dell'importante riconoscimento è avvenuta sabato 27 ottobre, presso lo stand della Provincia di Novara, durante il Salone del Gusto. Il presidio, inoltre, era stato tenuto a battesimo dal grande Peppe Zullo, che per l'occasione ha cucinato a quattro mani con l'artefice di questa riscoperta, il titolare dell'Agriturismo La Capuccina di Cureggio, Gianluca Zanetta. 


Nipote "d'arte" (lo zio di Gianluca è lo chef stellato Piero Bertinotti del ristorante Pinocchio di Borgomanero), questo ragazzo è la chiara dimostrazione che seguire la propria passione è impegnativo, ma in cambio si ottengono soddisfazioni impagabili. 

Lui e sua moglie Raffaella da diversi anni hanno lasciato i rispettivi lavori (in tutt'altro settore) e si sono avventurati in questa sfida, avviando quello che oggi è uno dei locali più rinomati della zona (sia per la cucina, sia per l'ospitalità delle camere). 

E siccome a Gianluca le sfide piacciono (e non poco) ecco che, qualche anno fa, ha iniziato a chiedersi come mai nella sua zona non vi fossero prodotti di qualità affermatisi anche al di fuori dei confini nazionali. Parlandone con suo zio è venuto a conoscenza del fatto che, quando lui era un bambino, esisteva un prodotto locale molto conosciuto e apprezzato: la cipolla delle cascine, coltivata anche ai piedi delle vigne. Queste cipolle erano talmente ambite che i sacchi che le contenevano venivano timbrati con il marchio del paese prima di essere caricati sui vagoni per il trasporto. 

A quel punto Gianluca si è messo subito all'opera. 

Innanzitutto ha contattato alcuni produttori locali, per coinvolgerli nel progetto (breve parentesi... siamo in Piemonte e vi assicuro che non è così semplice trovare subito una totale collaborazione...), dopodiché ha iniziato tutto il processo per stilare il disciplinare di produzione da sottoporre a Slow Food, supportato anche dal nostro fiduciario di Slow Food Valsesia, Gianni Iacolino, e dal presidente della Pro Loco di Fontaneto d'Agogna (altro comune interessato dal Presidio oltre a Cureggio), Eraldo Teruggi.

Lo scopo di questo gruppo di lavoro è chiaramente quello di tutelare questa cipolla e i suoi produttori, ma non solo; infatti non è da sottovalutare il ritorno di immagine (e di conseguenza economico) che hanno i luoghi associati ai Presìdi, basti pensare a Tropea, Zibello, Carmagnola, ecc. 

Ma quali sono le peculiarità di questa cipolla, coltivata tra Cureggio e Fontaneto da oltre 100 anni? E' bianca, appiattita, dolcissima e facilmente digeribile (chi sta scrivendo l'ha testata più e più volte e sottoscrive appieno). 


Ora a noi non resta che attendere il 2013 per l'ufficializzazione e a voi non rimane che assaggiarla... Al momento presso l'agriturismo di Gianluca (zuppa di cipolle, anelli di cipolla fritti, composta di cipolle con gorgonzola.... tutte ricette da provare assolutamente...) e in altri ristoranti della zona che stanno iniziando ad aderire al progetto. 

Ma presto varcherà i confini del novarese, ne sono certa!

P.S.: con questo articolo inizio la mia collaborazione come referente Piemonte per "Sicilia del Gusto", che ringrazio per l'opportunità. 

A presto gente!

giovedì 13 dicembre 2012

LE "MIE" MARGHERITINE DI STRESA

Vi ricordate quel gioco che si faceva da bambini, “se fossi…”? 

Bene, io “se fossi” un personaggio storico sarei Margherita di Savoia, regina buongustaia per la quale hanno inventato ricette entrate nella storia, una su tutte l’ormai internazionale Pizza Margherita.

Ma forse non tutti sanno che, in suo onore, sono stati creati anche dei dolcetti che (ovviamente) portano il suo nome: le “Margheritine di Stresa”.

A metà del XIX secolo Stresa (e tutto il Lago Maggiore) era una delle mete predilette di nobili e teste coronate, e tra questi vi erano anche i membri di Casa Savoia, i quali soggiornavano presso quella che ancora oggi è chiamata Villa Ducale.

Secondo la tradizione, nel 1857 il pasticcere stresiano Pietro Antonio Bolongaro creò per la piccola Margherita queste leccornie, come regalo per la sua Prima Comunione.

Per me questi sono dolci della memoria (…un po’ come le madeleines per Proust…). Mi riportano alla mente quando, un bel po’ di anni fa, io e il mio papà rientravamo dalle gite domenicali sul lago e ci fermavamo a comprare la nostra scatola di Margheritine, al Gigi Bar di Stresa.

Delicate, con il loro strato di zucchero a velo a ricoprirle, come per proteggerle… 

Si ha quasi un senso di titubanza, al pensiero di assaporarle…

E poi, al primo morso, sentirle sciogliere in bocca in tutta la loro voluttà…   

Nei secoli la produzione delle Margheritine si è diffusa, anche se non è così semplice trovare la “giusta” ricetta. Io vi regalo la mia versione, testata e approvata dalle mie cavie :-)




 INGREDIENTI

8 tuorli d’uovo sodi
125 g di zucchero a velo (+ un pochino per la spolveratura finale)
125 g di fecola
250 g di farina 00
250 g di burro morbido
La buccia di un limone grattugiata 


PREPARAZIONE

Lavorate il burro morbido con lo zucchero a velo.

Aggiungete i rossi d’uovo passati al setaccio, la scorza del limone e un pizzico di sale.

Infine unite la farina e la fecola.

Formate un panetto, ricopritelo con la pellicola e mettetelo in frigorifero per 30 minuti.

Formate delle piccole noci, adagiatele su una teglia rivestita di carta forno e premetele leggermente al centro con il pollice.

Cuocete le Margheritine nel forno preriscaldato a 160 °C per 12-15 minuti circa (forno statico).

Sfornatele, lasciatele raffreddare e cospargetele di abbondante zucchero a velo.

Questa ricetta l’ho rielaborata partendo da quella che ho letto nel libro “Segreti di cucina del Novarese e Verbano Cusio Ossola”, un testo che vi consiglio per ricoprire i piatti della tradizione delle “mie” (per metà paterna) terre…



mercoledì 12 dicembre 2012

TERRA MADRE DAY, ovvero il sapore dell'amicizia.

Come ho annunciato in un mio precedente post, lunedì sera io e la mia condotta di Slow Food Valsesia abbiamo festeggiato la quarta edizione del TERRA MADRE DAY con una cena presso l'Agriturismo Il Cavenago di Ghemme.


Perché proprio al Cavenago? Perché finalmente, dopo più di dieci anni, la famiglia Martinoli (mamma Tina  con il figlio Mauro in cucina e papà Giorgio con l'altro figlio, Silvio, in sala) ha ottenuto il meritato riconoscimento, entrando a far parte della guida Osterie d'Italia di Slow Food (oltretutto con la speciale segnalazione della "bottiglia", simbolo che, nel linguaggio slowfoodiano, indica un locale dotato di un'ottima cantina).

    
non solo vino... ma anche un'ampia scelta di grappe locali...

Un agriturismo "vero", che produce frutta e verdura e alleva animali da cortile. Quattro camere, una suite e il ristorante con tre sale dotate di camini....


Entri e ti senti subito "a casa"... Il pavimento in cotto, il soffitto in legno a cassettoni, le luci soffuse, l'ottima accoglienza di Silvio e Giorgio...

Ma lunedì sera, per me, l'atmosfera era ancora più speciale del solito... 

Si respirava l'AMICIZIA (con tutte le lettere maiuscole). 

Un'unica sala, tutta per noi. 

Il fuoco del camino (ok, era una stufa a pellet, ma all'interno del camino...). 

Un gruppo di amici, sempre più affiatato. 

Una piacevolissima sorpresa: Daniela e Celestino direttamente da Valdobbiadene 
(vi ricordate, Le Rive del Bacio?)

Cosa chiedere di più? 

Ah già, le succulente pietanze di Mauro e mamma Tina ;-)


Gli antipasti, in senso orario: 
Salame cotto "Mùla" con castagne, Pere cotte con Crema al Gorgonzola, 
Tartine di pane di segale con miele, lardo e noci, 
Sformato di radicchio e riso rosso, Salame della Duja e Fidighin


Paniscia alla Ghemmese


Oca arrosto e Verze stufate


Brasato al Ghemme e Patate al forno


Torta di noci, Crema al Mascarspone, Salame di cioccolato

E cos'altro può mancare??? Esatto, il vino! 

Due ottimi produttori locali, Mazzoni e Ioppa, e (ovviamente!) le bollicine di Celestino e Daniela

Ed eccoci qui, io e i "miei" vignaioli :-)


Agriturismo "Il Cavenago"
Cascina Cavenago
Ghemme (NO)
Tel. 0163-840215
e-mail info@ilcavenago.it
www.ilcavenago.it




martedì 11 dicembre 2012

COMFORT FOOD GOURMET


Va bene, siamo praticamente a metà dicembre, ma io ho veramente troppo troppo troppo freddo (ok, ieri sera le calorie sono state abbondantemente incorporate… ma questa è un'altra storia... e un altro post :-)).

E cosa c’è di meglio per ritemprarsi con gusto e leggerezza? Per me non ci sono dubbi: una soffice vellutata calda. Possibilmente servita non nella classica fondina, ma in un bel coccetto, che fa subito “comfort food”…

Quella che vi consiglio oggi fa parte dei grandi classici della cucina italiana; se non erro venne lanciata qualche anno fa dallo chef Fulvio Pierangelini de Il Gambero Rosso di San Vincenzo (LI).

Stracopiata ovunque, ma sempre di grande effetto…

Ecco a voi la mia vellutata di ceci con spiedini di code di gamberi (un’accoppiata vincente!)



INGREDIENTI (per 2 persone)*

150 g di ceci secchi
Misto per soffritto
2 spicchi d’aglio in camicia
Rosmarino qb
Olio Extra Vergine d’Oliva qb
Brodo vegetale qb
18 code di gamberi
Sale e pepe qb


PREPARAZIONE

La sera prima ricordate di mettere in ammollo i ceci e lasciateli così per tutta la notte.

In un tegame mettete un filo d’olio, i due spicchi d’aglio schiacciati, un paio di rametti di rosmarino e il misto soffritto (confesso, per motivi di tempo e a volte di pigrizia io uso quello surgelato…). 

Fate scaldare il tutto (senza che arrivi a friggere), scolate i ceci e tuffateli nel tegame.

Lasciateli insaporire per pochi minuti, poi togliete aglio e rosmarino e coprite i ceci con del buon brodo vegetale e lasciateli bollire per circa un paio d’ore, finché non saranno morbidi (ovviamente con la pentola a pressione dimezzate i tempi… e se proprio siete di corsissima come capita spesso a me, ci sono degli ottimi ceci precotti bio come quelli di Alce Nero).

Passate il tutto con quel fantastico strumento che è il frullatore a immersione e coprite il tegame con un coperchio.

Mentre scaldate una padella antiaderente, prendete le code dei gamberi che avrete pulito (togliendo anche il budellino) e infilzatele formando degli spiedini da tre code (per rendere la presentazione più chic io ho utilizzato i rametti di rosmarino privati degli aghi… danno anche un ottimo sapore!). 

Spennellate gli spiedini con un rametto di rosmarino intinto in olio, sale e pepe, poi metteteli a cuocere nella padella bella calda.

Versate la vellutata nei coccetti, disponete i vostri spiedini, un filo di olio a crudo e una macinata di pepe nero… 
E buon appetito!

*Solitamente scrivo ricette per 4 persone… Ma questa qui, secondo me, è ideale da condividere con la "persona del cuore". Oppure se (come capita spesso a me) vi trovate a cenare da soli/e, ve ne mangiate due razioni accompagnate da un bel bicchiere di vino e… addio tristezza! :-)

lunedì 10 dicembre 2012

TERRA MADRE DAY 2012



A distanza di 3 anni dalla prima edizione, oggi lunedì 10 dicembre 2012 i soci Slow Food e gli aderenti alla rete di Terra Madre in tutto il mondo si uniranno idealmente per festeggiare il Terra Madre Day

Festival gastronomici e cene a tema, mercati contadini e visite in fattoria, degustazioni nelle scuole e conferenze: queste sono solo alcune delle iniziative programmate per questa quarta edizione. 
Produttori dei Presìdi, comunità del cibo, cuochi, giovani, accademici e consumatori appassionati o semplicemente curiosi si incontreranno in ogni angolo del pianeta per celebrare il cibo locale e chi lavora per proteggerlo e promuoverlo.
Le iniziative non sono solo riservate ai soci, anzi, non c'è migliore occasione per associarsi a Slow Food che unirsi al più grande evento collettivo del mondo (al momento sono previsti 790 eventi per un totale di 150.775 partecipanti). Oltretutto, proprio in occasione di questa grande festa globale, sarà possibile associarsi per la prima volta con solo 25 Euro!

Tanti i momenti di incontro, che non si esauriranno nell'arco della giornata, ma si protrarranno anche nei prossimi giorni... Slow Food Marocco ha organizzato un'intera giornata di formazione e divertimento per sabato 15, in Palestina si terranno laboratori e conferenze per valorizzare il cibo della tradizione, a Genova si incontreranno Presìdi liguri e trentini, nei territori del Cesanese si celebreranno i legumi, ad Albano Laziale si uniranno calici, musica e poesia, a Sorrento domenica prossima tutti in Piazza della Repubblica per acquistare straordinari prodotti a km 0... Ma questi sono solo degli assaggi, per farvi capire quanto è articolato il Terra Madre Day. Se volete sapere cosa succede vicino a voi, non dovete far altro che andare nella pagina ufficiale del sito: cosa succede e dove

E la nostra condotta di Slow Food Valsesia poteva rimanere a guardare? Ma certo che no! Infatti questa sera festeggeremo secondo i dettami del "buono, pulito e giusto" con una cena presso l'Agriturismo Il Cavenago di Ghemme, cogliendo così l'occasione per festeggiarne l'ingresso nella guida Osterie d'Italia 2013. 

Ovviamente nei prossimi giorni vi potrete "gustare" il mio reportage... Nel frattempo Buon Terra Madre Day a tutti!!!

IL GIRO DEL MONDO... IN UN POMERIGGIO!


Primo week-end ufficialmente “natalizio”e io mi sento più simile al Grinch che a quei bravi folletti che aiutano Babbo Natale con pacchetti e nastrini...

E' vero, sabato ci ho provato a entrare nell'atmosfera, con il mio alberello speziato. Ma anche lui, poverino, è stato abbandonato. Mi guarda dal suo angolino, ancora mezzo spoglio e senza nemmeno una misera lucina. 

Non sono in vena di festeggiamenti, ecco tutto. Grandi delusioni che mi hanno lasciata un po' ammaccata e allo stesso tempo hanno rinforzato gli aculei di cui ogni tanto tendo a ricoprirmi. 

Ma ho capito sulla mia pelle (anche se non sempre sono così brava a metterlo in pratica)  che rimanere chiusi in casa a piangersi addosso non va per niente bene...

Anche perché non puoi nemmeno metterti con le mani in pasta, perché ho proprio testato che farina, uova, zucchero, latte e compagnia bella se ne accorgono... Capiscono che non sei la solita, che c'è qualcosa che non va... E così si ribellano (in attesa che finalmente sia TU a farlo), rifiutandosi di darti il risultato sperato. 

Biscotti troppo secchi, torte non ben lievitate, ecc... 

E allora che si fa? Si esce e ci si fa travolgere dalla vita (o per lo meno ci si prova)! Ed è proprio quello che ho fatto ieri pomeriggio... Destinazione Fiera di Milano, per l'ultima giornata dell”Artigiano in Fiera”. Anche perché, al di là di tutto e tutti, rimango pur sempre la “gastronomade”, giusto?

E così, in un pomeriggio, me ne sono andata a zonzo per i cinque continenti, facendomi letteralmente travolgere...

...da mille colori....




...da intensi aromi di spezie che evocano mondi lontani....



...da dolci fragranze rasserenanti...


...ma non solo... 

ho anche avuto modo di vedere “all'opera” gli artigiani, che hanno fatto chilometri e chilometri per consegnare nelle nostre mani le loro creature


E poi ho scoperto tante idee regalo interessanti, come queste scarpe di cioccolato, o la mucca che da portafrutta diventa sottopentola, oppure ancora la stufetta brucia incenso (a questa voto 10!) e i quadri a led che creano un'atmosfera molto suggestiva...


Ma la sorpresa più bella e confortante l'ho avuta ieri sera quando, tornata a casa, ho svuotato la mia borsa e mi sono resa conto di aver fatto un solo acquisto, non per me, ma per la mia mamma... 
La sacra famiglia, intagliata in legno d'ulivo di Betlemme.


Be', che dire? Forse forse l'idea di buttarmi nel “Mondo” ha sortito i suoi effetti e il color “verde Grinch” non mi dona poi così tanto... 




sabato 8 dicembre 2012

ADDOBBI SPEZIATI


Chi mi conosce può confermare… Sono disordinata, a volte un po’ sconclusionata, ma ci sono cose su cui non transigo. Una di queste è l’addobbo dell’albero di Natale (…e tutti gli annessi e connessi…). O meglio, la data in cui si deve iniziare ad addobbare l’albero, a mettere le lucine, a preparare il presepe, ecc… La tradizione vuole che sia l’8 dicembre, quindi oggi. E allora com’è che, da circa un mese, le nostre città sono già tutte agghindate in perfetto stile natalizio? 

Attenzione, non sono un’integralista, anzi sono molto ma molto tollerante (solo con me non lo sono, ma questa è un’altra storia…). Però credo nelle tradizioni, nella loro ritualità. Mi danno sicurezza, in questa vita sempre più piena di “ma” e di “se”, di mille incertezze sul futuro (Maya a parte)…

Quindi, nella mia casetta, l’albero di Natale si può iniziare ad addobbare a partire da oggi. E, a fianco delle classiche palline e stelline, appenderò dei profumatissimi biscotti speziati. Ve lo assicuro, quando rientrerete a casa alla sera, il loro profumo vi accoglierà come un caldo abbraccio…



INGREDIENTI

700 g di farina 00
175 g di zucchero
175 g di burro
150 g di latte
60 g di miele
3 tuorli
3 cucchiaini di cannella in polvere
3 cucchiaini di cacao amaro in polvere
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale

PREPARAZIONE

Montate leggermente il burro morbido con lo zucchero e i tuorli, dopodiché aggiungete il miele.

Unite al composto la farina, il lievito, la cannella, il cacao e un pizzico di sale.

Aggiungete il latte, versandone poco per volta.

Una volta ottenuto un bell’impasto compatto, formate una palla, avvolgetela nella pellicola e fatela riposare in frigorifero per 30 minuti circa.

Stendete la sfoglia dello spessore di circa mezzo centimetro e sbizzarritevi con i vostri stampini natalizi (abeti, campane, angioletti, stelline, ecc.). 

Posizionate i vostri biscotti sulla teglia rivestita con la carta forno, fate un forellino con uno stuzzicadenti nel punto in cui, una volta cotti e raffreddati, andrete a inserire il nastrino per appenderli all’albero 
(consiglio: fate il forellino un po’ più grande del necessario, perché in cottura tenderà a chiudersi).

Infornate nel forno già caldo a 175 °C per 15 minuti (forno statico)   


venerdì 7 dicembre 2012

DALLE PREALPI ALLA DAUNIA... E RITORNO!

Il nome del mio blog già dice tutto… 
Sono una gastronomade, sempre in movimento, senza terra ferma (con buona pace di chi mi deve sopportare, la mia mamma in primis…).


Ho sempre amato viaggiare e, fortunatamente, faccio un lavoro che me lo consente, girando la nostra bella penisola in lungo e in largo. E, proprio grazie a questo lavoro, ho imparato che si può viaggiare anche da soli (certo, tutto il piacere della condivisione viene a mancare, ma qualche volta può anche essere terapeutico).

Ho imparato che posso cenare in un ristorante da sola, accorgendomi che molte coppie che ho vicino conoscono la solitudine molto più di me.

Ho imparato a prendermi i miei tempi, ad aprirmi a nuove conoscenze, a essere meno “selvatica”.

E così, tre estati fa, in un momento molto “delicato” della mia vita ho deciso: “vado in vacanza da sola”

Tramite un amico che gestisce un’agenzia viaggi ho prenotato l’albergo: Puglia, Monte Sant’Angelo. 

Posizione ottimale per il giro che volevo fare, dal Gargano alla Daunia (in Salento ero già stata diverse volte e volevo visitare una zona diversa della Puglia). Prendo la mia macchinina e parto…

Nel mio itinerario mentale mi ero segnata diverse tappe, ma una su tutte irrinunciabile: Il Paradiso di Peppe Zullo, a Orsara di Puglia. 


Già, Peppe Zullo… 

Lo conoscevo di fama, sapevo che collaborava da anni con Slow Food, l’avevo visto in qualche apparizione televisiva e mi era subito sembrato una bella persona, simpatica e alla mano. E invece no… Peppe è molto, ma molto di più. Come la sua terra è accogliente, disponibile, generoso. E tra di noi si è subito instaurato un rapporto speciale.

Dopo quella giornata passata veramente in “Paradiso”, ci siamo rivisti un paio di volte ancora: a Torino, in occasione del Salone del Gusto di due anni fa, e a Serralunga d’Alba, per una cena celebrativa dei 150 anni dell’Unità d’Italia, presso Fontanafredda.

E poi a giugno... Ero nel foggiano per lavoro e non ho resistito al richiamo del Paradiso. Così, durante quella cena (improvvisata nella sua cucina), ho buttato lì a Peppe un’idea che avevo in mente da un po’: una cena a quattro mani in provincia di Novara, con il mio amico chef Gianluca dell’Agriturismo La Capuccina di Cureggio (altra persona eccezionale, cui dedicherò presto un post “tutto per lui”). 


Entrambi “cuochi contadini”, amanti della terra e con un innato rispetto per le materie prime… 

Me li immaginavo, sarebbe stato uno spettacolo già solo vederli lavorare fianco a fianco… E Peppe ha subito accettato, così come Gianluca.

Detto, fatto! 

Il giorno prima del Salone del Gusto, mercoledì 24 ottobre, Peppe è arrivato con un bel furgone carico di prodotti "paradisiaci" e il mio sogno di portare la Daunia a Cureggio si è realizzato. 
E’ stata una cena fantastica, al di là delle mie più rosee aspettative, con tanto di battesimo del primo presidio Slow Food della provincia di Novara (ma questa è un'altra storia... che meriterà un post tutto per sè...). 

Volete rivivere con me quei momenti? Guardate un po’ qui (purtroppo la luce non era delle migliori, vi assicuro che "dal vivo" questi piatti erano molto meglio)… 


Cacioricotta su letto di Borragine


Fiori di zucca con Caciocavallo al profumo di basilico


Parmigiana di Borragine 


Orecchiette di grano arso ai sapori dell'orto


Schiaffoni con ragout di funghi cardoncelli al profumo di finocchio selvatico


Millefoglie di dietrocoscia di vitello, con verdure croccanti, caciocavallo maggengo, funghi e 
patate alla brace


Crostata con confettura di sambuco e Pupatielli 

PIANO PARADISO 
Via Piano Paradiso
71027 Orsara di Puglia (FG)
Tel. 0881-964763
info@peppezullo.it
www.peppezullo.it

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AGRITURISMO LA CAPUCCINA
Strada Capuccina 7
28060 Cureggio (NO)
Tel. 0322-839930
info@lacapuccina.it
www.lacapuccina.it