lunedì 29 luglio 2013

UNA SOSTA IN FRANCIACORTA: DISPENSA PANI E VINI

Ammetto che, pur avendola a non troppi chilometri da casa, ho trascurato per molto tempo una delle zone vinicole più importanti del nostro Paese: la Franciacorta. 

La scorsa settimana mi trovavo nei paraggi per lavoro e ne ho approfittato per addentrarmi (per quanto possibile) in questo magico mondo. 

Sì, perché la Franciacorta è un mondo a sé, in cui è incantevole perdersi. 

Ha un fascino tutto suo, discreto ma elegante al tempo stesso. 

Con i suoi vigneti che corrono lungo le colline, le cantine che sbucano qua e là, le prestigiose ville patrizie, i caratteristici borghi in pietra, le torri medievali... non potrà non conquistarvi. 



Seguendo un prezioso suggerimento, ho fatto tappa ad Adro, uno dei centri più importanti della Franciacorta. 

Più precisamente alla "Dispensa Pani e Vini", dove lo chef Vittorio Fusari concretizza nei suoi piatti il suo Credo: 

"La tradizione del cibo non è una ricetta, 
ma la sapienza con cui l'uomo ha saputo arricchire un bisogno 
trasformandolo anche in un piacere, 
rispettando la Natura, i suoi flussi e i suoi tempi."

Cos'è la Dispensa? Be', trovarle una definizione univoca è impossibile. 

Perché la Dispensa è ristorante, è osteria, è wine-bar ed è anche il luogo in cui è possibile degustare e acquistare grandi vini d'Italia. 

Io ho cenato nel suggestivo giardino, scegliendo il menu osteria. Molto curato, con una cospicua presenza di Presìdi Slow Food e la segnalazione dei produttori presso i quali lo chef si rifornisce. 

Il Benvenuto dello Chef, Arista di Maiale con misticanza 

Battuta di Barbina al profumo di limone 

Insalata di cipolle e sardine essiccate del Lago d'Iseo 

Dolci coccole offerte con il caffè

L'attenzione per la stagionalità e un occhio di riguardo per il territorio sono due fiori all'occhiello di questo menu, così come la cortesia del personale. 

Settimanalmente la scelta dei vini al calice cambia, spaziando dai bianchi ai rossi, passando (ovviamente) per le bollicine autoctone. Io ho optato per un bicchiere di Franciacorta DOCG Rosé Lo Sparviere.  



E per concludere questo post, vi lascio un altro pensiero dello chef Fusari, con il quale vi auguro un'ottima settimana! 

"Cultura delle materie prime, passione per la Franciacorta, un approccio moderno alla cucina ma ben radicato nella tradizione, fruibile e immediato ma fortemente ancorato alla qualità assoluta. Questi sono gli ingredienti della cucina della Dispensa. 

Perché il "buon mangiare" avvicina le persone, aiuta a trovare punti di vista comuni, aiuta a essere felici."

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DISPENSA PANI E VINI FRANCIACORTA
Via Principe Umberto 23 
Fraz. Torbiato
Adro (BS)
Tel. 030-7450757
Chiuso il lunedì 



giovedì 25 luglio 2013

ROMA, ATTO IV: OSTERIA DEL PAVONE

Il vantaggio di visitare (seppure per lavoro) una grande città come Roma in compagnia di abitanti del luogo è che, quasi certamente, riuscirai a evitare le trappole per turisti. 

In realtà io cerco di farlo anche quando vagabondo da sola. 

In primis affidandomi alla guida delle Osterie Slow Food che, al momento, non mi ha mai delusa. 

Poi leggendo i menu proposti, girando alla larga dai ristoranti con chilometrici elenchi di piatti che spaziano tra i generi più diversi tra loro (e soprattutto da quelli con tanto di fotografia di piatti tipo "lasagne e insalata"!).

Ma anche il contesto non è da meno. Prediligo locali semplici, con pochi posti a sedere, dove ti senti veramente un ospite gradito. 

Se poi il menu è scritto con il gessetto su una lavagna... Be', l'innamoramento scatta all'istante ;-) 

In questo caso è proprio andata così. La mia guida è stata ancora una volta Laura, che, per l'ultima serata romana insieme, mi ha fatto conoscere "L'Osteria del Pavone". 

Siamo nel cuore di Roma, a pochi passi da Piazza Navona, in una traversa di Corso Vittorio. 

Già dall'ingresso percepisci che sì, sei nel posto giusto.


All'interno pochi tavoli in legno, tovagliette di carta, luci soffuse. Tutto molto curato nella sua estrema semplicità. 

Da subito capisci che le persone che ti accoglieranno ci hanno messo il cuore. 

Il menu è scritto su una lavagna proprio di fronte all'ingresso.



La cucina tradizionale romana è dominante, ma non mancano alcune sperimentazioni che se ne discostano (io ho provato un ottimo crumble di pollo). 

Crumble di Pollo con Patate 

Oltre ai piatti scritti, troverete alcune voci fuori menu che il titolare vi elencherà (ad esempio i tonnarelli cacio e bottarga... da sogno!)

Tonnarelli Cacio e Bottarga 

Ma non sono solo l'ambiente caldo e l'ottima cucina a invogliarti a tornare. 

Un ruolo fondamentale spetta alle attenzioni giuste ma non affettate che ti riserva il personale: il bicchiere di vino come aperitivo, la disponibilità a modificare i piatti al momento (sinonimo, oltretutto, di vera cucina "espressa"), il vaso di cantucci lasciato sul tavolo a fine pasto da accompagnare al caffè... 

Bravi ragazzi (e grazie Lauretta, alla prossima!).

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OSTERIA DEL PAVONE 
Via del Pavone 28 
Roma 
Tel. 06-68804416


  

venerdì 19 luglio 2013

ROMA, ATTO III: BIR&FUD

Ed eccoci finalmente nel cuore di Roma, a Trastevere.

La scorsa estate avevo già fatto un tentativo, purtroppo non andato a buon fine... "Chiuso per Ferie".

Ma questa volta ho colto al volo l'occasione. Imperdibile.

Sì, perché nel curriculum di ogni buongustaio che si rispetti non può mancare la pizza di Bonci.

Anche in questo caso "La Prova del Cuoco" è stata fatale... Gabriele Bonci mi ha letteralmente conquistata con i suoi impasti solo ed esclusivamente a base di lievito madre e arricchiti da ingredienti semplici e attenti alla stagionalità. 

Se l'immaginazione già prometteva bene, non vi dico il primo assaggio della sua pizza da Bir&Fud.

Io e Laura abbiamo optato per una pizza con mozzarella, scarola, alici, olive di Gaeta e capperi. 



Gustosa, ma leggera al tempo stesso. Infatti ciò che più mi ha stupito è stato (oltre alle indescrivibili sensazioni visive, olfattive e gustative) che dopo averla mangiata non ho provato quel senso di pesantezza che il più delle volte sopraggiunge dopo essersi mangiati una bella pizza sostanziosa come questa. 

Potere del lievito madre! 

Le pizze in carta spaziano dalla classica Margherita alla Capricciosa, passando per la golosissima Patate e Salsiccia. A queste se ne aggiungono sempre di nuove, a rotazione, in base alle stagioni e all'estro dello chef (durante la mia visita veniva proposta, per esempio, la Burro e Alici, ovvero pizza con burrata e alici fresche... Cosa si può volere di più?). 

Ma da Bir&Fud non troverete solo pizze. Anche la cucina saprà stuzzicare il vostro appetito... 

Per iniziare non si possono non assaggiare gli arancini rivisitati, come quello "cacio e pepe", oppure il baccalà fritto accompagnato da una crema di pomodori verdi. 

A seguire, piatti molto originali anche nei nomi. Qualche esempio? "I Bigodini" (filetto di salmone marinato avvolto in pasta kataifi) oppure "Gli Anormali" (paccheri di Gragnano ripieni di melanzane, pomodorini e ricotta). 

Ma, come dice il nome stesso, non c'è solo "Fud"... C'è anche un'ottima selezione di "Bir", tutte rigorosamente artigianali. 

Esperienza da ripetere, al più presto :-) 

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BIR&FUD
Via Benedetta 23
Roma 
Tel. 06-5894016

Vivamente consigliata la prenotazione!  

mercoledì 17 luglio 2013

ROMA, ATTO II: PUNTAROSSA, DA RENATONE

Metti che in pausa pranzo ti trovi nei pressi del Lido di Maccarese e che immediatamente colleghi questo luogo a uno dei tuoi cuochi preferiti... 

Ed ecco che nasce un pranzo indimenticabile, di quelli che ti rimarranno nel cuore per sempre. 

Sono una vera e propria fan di Renatone e della sua cucina "semplice semplice" da anni, da quando l'ho scoperto guardando "La prova del cuoco". 

Io e Renatone 

Cosa mi ha sempre affascinato di lui? Il rispetto per la materia prima, l'utilizzo di pochi ingredienti sapientemente miscelati, la semplicità con cui elabora e spiega le sue ricette. 

Molte volte si tende a idealizzare un personaggio conosciuto attraverso i media e poi si corre il rischio di rimanere delusi... Nel caso di Renatone, invece, non è stato così. Anzi. 

Simpatico e alla mano, mi ha preparato un piatto di Spaghettoni di Gragnano alle vongole veraci esattamente all'altezza delle mie aspettative. Cottura al dente e pasta perfettamente legata grazie all'immancabile acqua di cottura con cui Renatone manteca i suoi primi piatti. 



Riuscitissimo anche l'abbinamento agrodolce di seppioline, radicchio e uva passa dell'antipasto...



Ho anche scoperto un metodo di cottura che conoscevo per altri tipi di pesce, ma mai per realizzare i gamberoni (e che gamberoni!): in forno al sale grosso e rosmarino. 



Di solito in pausa pranzo opto per l'acqua, ma qui sarebbe stato un crimine. Un buon bicchiere di Vermentino fresco, la leggera brezza che arrivava dal mare, l'ottima ospitalità di Renatone e dei suoi collaboratori... Cosa chiedere di più? 

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PUNTAROSSA - DA RENATONE
Via Monti dell'Ara 
Lido di Maccarese (RM)
Tel. 06-6672300
  


lunedì 15 luglio 2013

ROMA, ATTO I: LE OFFICINE DEL PESCE

Ben ritrovati amici!

In questi giorni la mia cucina è "chiusa", non per "ferie" ma per "lavoro".

Sino a domenica sarò impegnata tutte le sere nella più importante manifestazione della Valsesia, la mostra mercato "Alpàa", giunta quest'anno alla 37^ edizione. 
Come Slow Food gestiamo "La Piazza del Gusto", dove ogni sera si alternano due diversi ristoranti cui sono affidati rispettivamente il primo e il secondo piatto. 

Lo so, è un hobby impegnativo... Ma credetemi, ricchissimo di soddisfazioni! 

Voglio però approfittare di questa momentanea interruzione culinaria, per accompagnarvi in alcuni localini di Roma e dintorni, che ho testato per la prima volta la settimana scorsa, in occasione di un viaggio di lavoro nella Capitale, in compagnia della mia Lauretta ;-) 

Partiamo da Guidonia, dalle Officine del Pesce. Un vero e proprio paradiso per gli amanti di pesci, molluschi crostacei, ecc.



Alle porte di Roma, lungo la Via Tiburtina, potrete osservare, scegliere e farvi cucinare pesce proveniente da ogni parte del mondo, che viene smistato per tutta Italia nell'adiacente stabilimento di lavorazione e distribuzione (qui viene raggruppato e smistato il 93% del pesce fresco consumato in Italia). 

Noi abbiamo pranzato nella piccola e accogliente terrazza, contornata da profumatissime erbe aromatiche e allegre piante di peperoncino.



All'interno lo spettacolo non è da meno, con la possibilità di assistere "in diretta" alle preparazioni dei piatti da parte degli abili (e simpatici) cuochi. 

Siccome eravamo in pausa pranzo e nel pomeriggio dovevamo lavorare (ebbene sì!) abbiamo optato per piatti leggeri e freschi. 
Quali? Eccoli qui! 

Tartufi di mare crudi 

Tartare di tonno, cipolla di Tropea, olive di Gaeta, capperi di Pantelleria

Fiore di zucchina in tempura di luppolo 

Ovviamente ritorneremo con più calma, per provare gli altri gustosissimi piatti.

Magari un primo, come la carbonara di mare o il cacio, pepe e polpo, oppure un secondo, ad esempio il filetto di spigola alla Vernaccia o la seppia nera dell'Adriatico...

Anche la carta dei vini è degna di lode  (con una particolare attenzione per le "bollicine" francesi). Che dici Lauretta, la prossima volta la testiamo? ;-) 

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OFFICINE DEL PESCE 
Roma-LosAngeles-Barcellona
Via Tenuta del Cavaliere 1
Tiburtina KM 15 
Guidonia (RM)
Tel. 06-60503420
www.officinedelpesce.com 

   



mercoledì 3 luglio 2013

STRUDEL DI PESCHE, CACAO E AMARETTI

Buongiorno amici!

Ammetto che nella giornata di ieri ho faticato a ingranare... Mi sa che a Valdobbiadene mi sono rilassata troppo, ma "quando ce vò ce vò" :-)

Oggi però sono tornata in perfetta forma, con una bella carica di energia... La stessa che vi darà il mio strudel di pesche, cacao e amaretti. Una rivisitazione del classico dolce altoatesino da parte di una piemontese, dove le pesche ripiene di cacao e amaretti la fanno da padrone tra i dolci di questa stagione. 

Che ne dite, lo prepariamo insieme? 


INGREDIENTI

1 rotolo di pasta sfoglia 
1 kg di pesche (le più dolci che trovate) 
1 cucchiaio colmo di cacao amaro 
1 cucchiaio di zucchero semolato 
(regolatevi in base alla dolcezza delle pesche)
120 g di amaretti 
1 uovo 
zucchero di canna qb 

PREPARAZIONE

Sbucciate le pesche e tagliatele a dadini. 

Unite alle pesche il cacao, lo zucchero e 2/3 degli amaretti sbriciolati. 

Stendete la sfoglia su una placca rivestita con carta forno e cospargetela con gli amaretti rimasti. 

Adagiatevi sopra il composto a base di pesche e avvolgete il rotolo su se stesso dandogli la classica forma dello strudel. 

Spennellatelo con l'uovo sbattuto e spolverizzate con lo zucchero di canna.

Infornate a 180 °C per circa 30' (modalità statica)

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In abbinamento i sommelier di ENOPATIA consigliano:  

Vieux Pineau de Charentes


"Rosso, servito fresco sui 9-10 gradi, il Pineau de Charentes è tipico dell'omonima regione della Francia atlantica, a nord di Bordeaux, nei pressi del Cognac. Qui i mosti di stampo bordolese (per il rosso Merlot e Cabernet Sauvignon) vengono interrotti nella fermentazione dall'aggiunta di Cognac, che ne inibisce il prosieguo, donando grado alcolico (che qui si attesta sul 17%) e piacevolezza, mantenendo i sentori di sottobosco. Un prodotto che in Francia viene consumato come aperitivo, ma che trova ottimo abbinamento su commistioni di frutta e cacao, per la sua tonica avvolgenza, il delicato spirito che sposa la marcata forza del cacao, la fredda temperatura che lo rende ideale per la stagione estiva". 

martedì 2 luglio 2013

CANEVANDO 2013, UN TUFFO IN UN MONDO MAGICO

Buongiorno amici!

L'ultima settimana è stata decisamente intensa, tra un viaggio (di lavoro) in Liguria e un altro (di piacere) a Valdobbiadene. 

E se vi dico Valdobbiadene, cosa vi viene in mente? Il Prosecco, ovvio!

Infatti mi trovavo lì proprio in occasione di uno degli eventi più importanti per la valorizzazione di questo vino e di tutto il suo territorio. Avete già sentito parlare di "Canevando"? Si tratta di una passeggiata enogastronomica attraverso i vigneti alla scoperta delle cantine (le "caneve", per l'appunto) dove è possibile degustare le diverse tipologie di Prosecco (Brut, Dry, Extra Dry) e il celebre Cartizze di ciascun produttore, accompagnati da piatti tipici della cucina trevigiana. 

5 diversi percorsi lunghi circa 10 km, con partenza dalla frazione di San Pietro di Barbozza. 
I partecipanti vengono divisi in gruppi di 25-30 persone, "armati" di maglietta, calice e il tradizionale "pignatel". Accompagnati da guide esperte del luogo, si inizia un cammino indimenticabile, con sei tappe in altrettante aziende. 

La magia dei luoghi, l'incredibile ospitalità dei Valdobbiadenesi (in particolare degli amici Daniela e Celestino dell'azienda "Le Rive del Bacio", di cui vi avevo parlato qui, e di Renato dell'azienda Tanorè) e, ovviamente, le bollicine del Prosecco, hanno reso Canevando un evento imperdibile per tutto il nostro gruppo di Slow Food Valsesia (per me questa è stata la quarta edizione).  

Anche quest'anno per due giorni (...quasi tre...) abbiamo respirato un clima di amicizia e serenità. Un vero e proprio toccasana, incredibilmente rigenerante! 

Volete un consiglio? Segnatevi in agenda la data del 29 giugno 2014 e prenotatevi per il XVI Canevando.

Vivrete un'esperienza indimenticabile... e che vorrete replicare al più presto!   

A passeggio tra i filari

Un tripudio di colori e di profumi 

E per iniziare, un buon pezzo di formaggio...

Non mancano le visite didattiche nelle cantine

Cosa c'è di meglio di una bella tavolata di amici davanti a un buon calice di vino? 

Vista impagabile da "Le Rive del Bacio"

Il nostro percorso

In compagnia del mitico "Cele"

E prima di rientrare, potevamo non salutarci con un ottimo Spritz?!