sabato 20 aprile 2013

COTOLETTA DI BUON COMPLEANNO

Il mio post di oggi è interamente dedicato a te, per augurarti buon compleanno, a modo mio. 

Anzi, forse più che per dirti "auguri", ne approfitterò per dirti "grazie". 

Innanzitutto perché esisto e il tuo contributo è stato indispensabile. 
Certo, come dici tu, "i figli non sono tanto di chi li mette al mondo, ma di chi li cresce". Quindi grazie, anche per avermi aiutato a diventare la donna che sono (...seppure un po' "ometto"...).

Sai, forse senza di te non esisterebbe nemmeno "La Gastronomade". Già, perché devo riconoscerti il merito di avermi educata nel migliore dei modi, anche da un punto di vista enogastronomico. 
Certo, con me hai trovato terreno fertile. Il DNA non mente e la predisposizione per la ricerca del buono me l'hai trasmessa in gran parte tu (senza nulla togliere all'altro 50%). 

Ma non mi hai trasmesso solo questo, che è già tanto. 

C'è la sensibilità, per entrambi un'arma a doppio taglio. Ci fa cogliere sfumature di cui molti neppure si accorgono, ci fa essere terribilmente perspicaci... ma allo stesso tempo può diventare la nostra peggiore nemica. Quasi in grado di annientarci. 

Ma mi hai dato anche la forza. 
Quella che hai saputo farmi trovare nei miei momenti "no", perché hai sempre capito se, quando e come intervenire. 
Quella che tante volte vorrei riuscire a darti io nei tuoi momenti "no". 

E poi grazie per tutte le volte che ci capiamo al volo, senza nemmeno parlare. Per tutte le volte che spero in un tuo cenno e mi arriva un tuo messaggio o una tua telefonata.

Grazie per i pranzi insieme e per la pazienza di quando non sono finiti proprio in modo idilliaco. 

Grazie per quella lettera scritta in un marzo di 18 anni fa, che è sempre con me.

Grazie per essere stato capace di essermi vicino sempre, seppure con i chilometri che ci dividevano.

Grazie per avermi insegnato l'onestà (prima di tutto verso noi stessi) e la correttezza; spesso ci abbiamo rimesso per questo e ci rimetteremo ancora, ma potremo sempre guardarci allo specchio con un sorriso.

E un ultimo grazie per avermi fatto diventare la "sorellona" di Carolina e Cristian.

Niente torta di compleanno oggi, troppo scontata. 

Il mio regalo per te sarà la ricetta della "vera cotoletta (o costoletta) alla milanese", così come prevista dalla Denominazione Comunale del Comune di Milano con delibera del 17 marzo 2008.

Ovviamente poi dovrai farmela testare :-)

(immagine tratta da www.cotolettamilanese.it

INGREDIENTI (per 4 persone)

4 costolette di vitello tagliate alte quanto l'osso
2 uova
Pane grattugiato grossolanamente
Sale 
Un limone (facoltativo)

PREPARAZIONE

Incidi la pelle esterna delle costolette perché non si alzi durante la cottura e appiattiscile con il batticarne.

Metti le uova in un piatto fondo e sbattile bene.

Immergi le costolette una per volta (tranne il "manico"). 

Passa poi le costolette nel pane grattugiato facendolo aderire bene.

In un largo tegame scalda il burro chiarificato finché non assume un bel colore dorato (non deve soffriggere!).

Adagia le costolette nel burro e cuocile 7/8 minuti per parte. 

Toglile dal tegame, asciugale con carta assorbente... et voilà!


BUON COMPLEANNO PAPA'

 
 
 

giovedì 18 aprile 2013

PURPETIELLI AFFUGATI (ovvero i polipetti affogati)

Buonasera amici! 

Tra un paio d'ore ricomincerò il mio tour semi-virtuale nel mondo dei vini francesi (questa sera mi toccherà una faticaccia... degustazione di Champagne!), ma prima voglio lasciarvi una ricettina semplice e gustosa, a base di pesce. 

La scelta del pesce come ingrediente principale non è assolutamente casuale. Tra poco meno di un mese, per la precisione il 9 maggio, inizierà a Genova un evento imperdibile per gli amanti di questa prelibatezza: Slow Fish

4 giornate durante le quali si potranno assaggiare specialità provenienti da ogni parte del mondo, partecipare a dibattiti, assistere a lezioni di cucina tenute da grandi chef, partecipare a un vero e proprio mercato del pesce... 

Tutto questo e molto altro ancora (il programma completo lo trovate qui) nell'affascinante cornice del Porto Antico... e senza dover acquistare il biglietto!

Ecco perché, per prepararmi al grande evento, nei prossimi giorni mi dedicherò soprattutto a ricettine che sanno di mare, come questi PURPETIELLI AFFUGATI (per i non Campani, polipetti affogati).



INGREDIENTI (per 4 persone) 

800 g di polipetti 
400 g di pelati 
1 spicchio d'aglio 
Olio extravergine di oliva qb
Sale qb
Peperoncino qb

PREPARAZIONE 

Innanzitutto l'operazione meno piacevole... 
Pulite i polipetti rovesciandone la sacca e privandoli di occhi e becco. 

In una padella fate scaldare un po' d'olio e uno spicchio d'aglio.

Aggiungete i pelati e i polipetti, coprite con un coperchio e fate cuocere il tutto a fuoco dolce per un'oretta buona. 

Togliete il coperchio, controllate che siano teneri (in caso contrario prolungatela di qualche minuto), aggiustate di sale e dategli un po' di brio con una spolverata di peperoncino.

Servite i polipetti con fette di pane tostato.

Buon appetito!!! 

P.S.: non credo, ma nel caso vi avanzassero, provate a farci saltare dentro un po' di paccheri... Sublimi! 

mercoledì 17 aprile 2013

HABEMUS PRAESIDIUM!

Quello che vi avevo anticipato qui pochi mesi fa è ormai ufficiale: la provincia di Novara ha ottenuto il suo primo presidio Slow Food, la Cipolla Bionda di Cureggio e Fontaneto!



L'accordo è stato firmato nei giorni scorsi, con i rappresentanti del progetto dei Presidi italiani, coordinato da Slow Food Italia con il supporto tecnico scientifico della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus.

Grazie alla tenacia di Gianluca Zanetta e Raffaella Fortina dell'Agriturismo La Capuccina di Cureggio e al  sostegno della ProLoco di Fontaneto d'Agnona, la Cipolla Bionda ha così ottenuto il rinomato riconoscimento Slow Food (il 225esimo in tutta Italia).

Dopo il battesimo dello scorso ottobre che ha visto come padrino d'eccezione il grande Peppe Zullo direttamente da Orsara di Puglia (FG) e la prima uscita in occasione del Salone del Gusto e Terra Madre a Torino, il presidio sarà presentato ufficialmente sabato 15 giugno, all'interno della rassegna enogastronomica "Fontaneto Arte Sapori", organizzata proprio dalla Pro Loco di Fontaneto. 

In attesa del grande evento, io inizierei a preparare una bella zuppa di cipolle, che ne dite? 

INGREDIENTI (per 4 persone)

500 g di cipolle
1 l di brodo di carne
50 g di burro 
Farina 00 qb
Gruyère grattugiato qb
Pane a dadini qb
Sale e Pepe qb

PREPARAZIONE

Sciogliete il burro in una padella e aggiungetevi le cipolle affettate sottilmente. 

Fate sudare le cipolle per circa 30 minuti a fuoco dolcissimo.

Aggiungete la farina, il brodo e amalgamate il tutto lasciando cuocere per pochi minuti.

Mettete nelle cocotte monoporzione i dadini di pane.

Versateci sopra la zuppa di cipolle e completate con il gruyère grattugiato. 

Gratinate in forno a 200 °C per qualche minuto.

Buon Appetito!    



  

lunedì 15 aprile 2013

L'AGENZIA DI POLLENZO e il buono, pulito e giusto


Tra un colpo di tosse e l’altro (piacevoli souvenir lasciati dall’influenza della scorsa settimana), rieccomi qui!

Questa sera vi voglio portare in un luogo magico, incantato. Fuori dal tempo.

Se volete riassaporare le atmosfere del XIX secolo, degustare un buon calice di vino, conoscere alcuni dei Presìdi Slow Food, regalarvi coccole e benessere, seguitemi... a Pollenzo.

Nel 1835, per volere di Carlo Alberto, venne costruita sui resti della cittadina romana di Pollentia, una tenuta reale di Casa Savoia, l’Agenzia di Pollenzo.
Fortunatamente, su iniziativa di Slow Food, l’Agenzia ha potuto ritrovare tutto il suo splendore a partire dalla fine degli anni 90, per arrivare al restauro definitivo nel 2004.

Ora qui potete trovare l’Università di Scienze Gastronomiche, la Banca del Vino e un albergo a quattro stelle con annesso ristorante (l’altro ristorante, Guido, si sta trasferendo nella tenuta di Fontanafredda a Serralunga d’Alba).

Pochi giorni fa ho avuto il privilegio di soggiornare per una notte tra queste antiche mura e, vi assicuro, ne sono rimasta letteralmente rapita.

Il concetto petriniano del “buono, pulito e giusto” si respira in ogni angolo, non appena si varca la porta principale.

Il mio budget era limitato, per cui non ho dormito nell’albergo dell’Agenzia, ma nel vicino Albergo Corte Albertina, una sorta di “fratello minore”, che non ha nulla da invidiare al primogenito. 
Servizio più che cortese, camere da letto con arredamenti d’epoca e volte con mattoncini a vista (io le adoro!), colazione basata sui principi del km 0, dalla frutta fresca alle torte appena sfornate e con un occhio di riguardo per le persone intolleranti al glutine (…e una musica soffusa che ti fa iniziare la giornata in assoluta serenità…).

Una capatina all’Albergo dell’Agenzia l’ho fatta, per cenare nel suo ristorante

Stupore, immenso stupore.



Innanzitutto anche qui il personale è stato squisito. Dopo avermi fatta accomodare al mio tavolo, mi hanno subito portato un cesto di grissini che mi hanno ricordato quelli che sfornava il mio nonno panettiere (…effetto madeleine di Proust…) e un piatto di benvenuto dello chef, questo qui…

Insalata russa, salsiccia di Bra e frittata di cipolle

Se volete immergervi totalmente nei sapori del vero Piemonte, vi consiglio il menu degustazione. Altrimenti anche quello alla carta non vi deluderà, con un’abbondanza di Presìdi Slow Food.

Tra gli antipasti non mancano mai la battuta di fassone al coltello, il vitello tonnato e gli sformatini di verdure con fonduta, in base alla stagione. 

Battuta di Fassone al coltello con selezione di sale e pepe

Tra i primi piatti spiccano le paste fatte in casa, come i tajarin al ragù di salsiccia di bra o i ravioli del plin al sugo d’arrosto. 

Tajarin al ragù di salsiccia di Bra

Potete poi passare a un bel sottofiletto di vitella piemontese o a un saporito piatto di finanziera. 

E per concludere in dolcezza, una panna cotta o un bonet.

Ma lo stupore non è stato tutto qui… 

Con un antipasto, un primo piatto e due bicchieri di Dolcetto D’Alba sapete quanto ho speso? 25,00 euro!

Che ne dite, vale la pena venire a Pollenzo per mangiare “Buono, pulito e giusto”?  

venerdì 12 aprile 2013

FAVE E CICORIA

Metti che ti sei beccata l'influenza (a metà aprile!), sei chiusa in casa e l'ultima cosa di cui hai voglia è uscire per andare a fare la spesa... L'unica soluzione è inventarti qualcosa con quello che hai.
Ma non puoi prepararti un piatto qualunque, ti ci vuole qualcosa che ti tiri un po' su, che ti coccoli... Esatto, un bel comfort food!
Ed è proprio ciò che ho fatto ieri sera.
In freezer avevo un sacchetto di fave, in frigorifero un bel mazzo di cicoria fresca... Et voilà, in poco più di mezz'ora mi sono ritrovata in Puglia, con un bel coccetto fumante di fave e cicoria.

INGREDIENTI (per una persona)
250 g di fave surgelate
200 g di cicoria pulita
1 spicchio d'aglio
1/2 peperoncino
1 acciughina sottolio
1 cucchiaio di olio d'oliva
Sale e Pepe qb

PREPARAZIONE
Buttate le fave in acqua bollente salata e fatale cuocere per 25'.
Scolatele e passatale con il frullatore a immersione con un pochino di acqua di cottura per ottenere una sorta di purea.
Scottate la cicoria in acqua bollente salata, scolatela e ripassatela in una padella dove avrete fatto scaldare l'olio con l'aglio, l'acciuga e il peperoncino.
Mettete nel coccetto la purea di fave e posatevi sopra la cicoria (privata dell'aglio e del peperoncino).
Servite con una spolverata di pepe nero e un filo d'olio.

lunedì 8 aprile 2013

LA VALLE DEL RODANO

Buon inizio di settimana amici!


Oggi voglio raccontarvi di un viaggio che ho iniziato pochi giorni fa e che durerà per un paio di mesi.

Purtroppo per il momento è solo “virtuale” (anche se alcuni elementi “reali” non mancano), ma già dalla prima tappa mi sono resa conto che potrà darmi grandi soddisfazioni.
E spero di poterle trasmettere anche a voi.

Sono partita alla scoperta dei vini francesi, un vero e proprio tour a 360 gradi, guidata dall’enologo Luigi Bertini.

Ogni giovedì sera, per otto settimane, esploreremo un’area specifica e, ça va sans dire, ne assaporeremo i preziosi nettari.

Giovedì scorso, la prima lezione: LA VALLE DEL RODANO.



Estesissima regione che, partendo da Lione, segue tutto il fiume sino alla sua foce. Il territorio è più che mai eterogeneo: collinare e a tratti impervio al nord, per lo più pianeggiante al sud. I terreni granitici e sassosi a nord diventano argillosi e sabbiosi a sud.
Di conseguenza anche la composizione dei vini e le tecniche di vinificazione cambiano radicalmente: una sola varietà di uva o al massimo pochi tipi di uvaggio al nord, diverse varietà al centro-sud.
Al nord i rossi sono potenti e strutturati e a farla da padrone è il vitigno Syrah, mentre per i bianchi il protagonista è il Viognier, che dà origine a vini fini, longevi e strutturati.
Scendendo verso sud, il Syrah cede il passo ad altri due vitigni, il Grenache e il Mourverdre, che insieme ad altri (in alcuni casi addirittura sedici!) danno vita anche allo storico Chateauneuf-du-Pape.

E ora iniziamo le nostre degustazioni accompagnati dal vento di Mistral, scendendo da Vienne verso il mare…

1) Côte Rôtie AOC: uno dei vigneti più antichi di Francia, un prodotto di nicchia consumato quasi esclusivamente in loco. Rapidissimi terrazzamenti di granito “arrostiti” dal sole danno vita a un vino da coup de foudre. Il vitigno utilizzato almeno per l’80% è lo Syrah. Io l’ho degustato in purezza, anno 2007, due anni in barriques di secondo e terzo passaggio. Tannino perfetto, con note speziate non troppo intense, addolcite da sentori di vaniglia e cardamomo. Il mio preferito, sans doute.



2) Condrieu AOC: scendiamo un pochino più a sud e scopriamo l’unico bianco degustato durante la serata. Un’autentica rivelazione. 100% Viognier con passaggio in legno. Aromi di frutta esotica, fiori e frutta matura. Il suolo granitico gli conferisce straordinarie acidità e sapidità. Un vino aromatico che vi stupirà, anche per la sua durata nel tempo.



3) Crozes-Hermitage AOC: ci spostiamo leggermente a sud-est. Sempre Syrah in purezza, che in questo caso lascia più spazio alle spezie. Fatelo riposare per alcuni minuti nel vostro bicchiere, ne varrà la pena. Il caffè e il cacao vi rapiranno.



4) Côtes-du-Rhône AOC: i vini che presentano questa denominazione coprono il 75% della produzione vinicola di tutta la Valle del Rodano. Composti da un minimo di due vitigni sino ad arrivare anche a cinque o sei, possono mostrarsi in svariate vesti… Io ne ho degustati due; il primo composto da quattro varietà in percentuali non dichiarate (Syrah, Grenache, Mourvedre e Cinsault), senza alcun passaggio in legno, era di un bel rosso rubino, con un intenso profumo di fiori primaverili. Il secondo, 60% Syrah e 40% Grenache con un breve affinamento in legno, molto meno ruffiano del precedente, ma più soddisfacente al palato e nella persistenza.



5) Chateauneuf-du-Pape AOC: siamo ormai alle porte di Avignone e incontriamo uno dei vini più celebri di questa valle. I vigneti crescono su un deposito alluvionale, dove non vedrete prati ma solo sassi su cui spiccano i tralci di vite. Sotto questa denominazione troverete svariate tipologie; pensate che per regolamento si possono assemblare sino a quattordici vitigni! Ogni bottiglia, una nuova sorpresa…



À bientôt!



venerdì 5 aprile 2013

TEASPOON, TABLESPOON, CUP... CIOE'?

Buon venerdì gente!

Quante volte vi è capitato di fermarvi di fronte a ricette provenienti dai paesi anglosassoni, perché le uniche unità di misura utilizzate erano teaspoon, tablespoon, cup
Quale sarà il cucchiaino "standard"? E la tazza? 

Qualche sera fa, l'illuminazione! Stavo guardando "Gambero Rosso Channel" e la mitica Laura Ravaioli ha suggerito queste tabelle, che spero possano tornare utili anche a voi... 

Tazze e Cucchiai per ingredienti liquidi

1 teaspoon
5 ml
1 tablespoon
15 ml
2 tablespoons
30 ml
¼ cup
59 ml
1/3 cup
79 ml
½ cup
118 ml
2/3 cup
158 ml
¾ cup
177 ml
7/8 cup
207 ml
1 cup
237 ml
2 cups
473 ml
4 cups
946 ml


Tazze e Cucchiai per ingredienti solidi 

1 teaspoon
4,76 g
1 tablespoon
14,3 g
2 tablespoons
28,35 g
¼ cup
56,7 g
1/3 cup
75 g
½ cup
113,4 g
2/3 cup
150 g
¾ cup
170 g
7/8 cup
200 g
1 cup
226,8 g
2 cups
453,6 g
4 cups
907 g


giovedì 4 aprile 2013

CAPESANTE GRATINATE ALLA RASPADURA

Buon pomeriggio amici!

Sarà che la pioggia incessante non aiuta, sarà l'aria di crisi generale... fatto sta che le mie batterie sono decisamente scariche. 

Purtroppo in questo periodo sono a corto di stimoli, anche nel dedicarmi a ciò che più amo. Quindi anche il tempo in cucina è ridotto ai minimi termini. 

Ma dopo 31 anni di convivenza forzata con me stessa mi conosco bene e quando arrivo a questi estremi l'unica soluzione è dare una bella virata alla mia vita, in cerca di lidi più prosperi. 

Spero di riuscire a farlo, presto.

Nel frattempo approfitto delle ricettine sfiziose della mia mamma, da cui attingerò per proporvi queste gustose Capesante gratinate alla Raspadura (vi ricordate di questo formaggio? Ve ne ho parlato qui qualche giorno fa).


INGREDIENTI (per 4 persone)

4 Capesante (con il loro guscio)
Pane Grattugiato qb
Prezzemolo tritato qb
1 spicchio d'aglio (facoltativo)
Sale qb
Olio Extravergine di Oliva (io Masseria Tinelli)

PREPARAZIONE

Lavate i frutti delle capesante, togliete il corallo e tagliatele a bocconcini.

Rimettete i dadini di capesante nelle conchiglie pulite e cospargetele con una panatura di pane grattugiato, prezzemolo e aglio tritati e aggiustate di sale. 

Irrorate con un filo di olio extravergine d'oliva e completate con sfoglie di Raspadura Bella Lodi. 

Infornate a 180 °C (possibilmente ventilato) fino alla gratinatura desiderata (circa 12').

Un bel bicchiere di Gewurztraminer Tramin e l'antipasto è servito! 

  




martedì 2 aprile 2013

CAPRESE? SI', MA DOLCE!

Ben ritrovati amici!

Vi siete ripresi dai bagordi pasquali? Io da oggi cercherò di rientrare "nei ranghi", almeno spero :-)

Come sapete la scorsa settimana ero a Sorrento.

Città magnifica, davvero.

Non potrò mai dimenticare le corse al mattino a strapiombo sul mare, il profumo dei limoni, i vicoletti dai mille colori. 

No, non è un caso che il grande Lucio Dalla abbia composto qui uno dei suoi capolavori, Caruso

Sarò anche in una fase di profondo scetticismo e delusione, ma (per fortuna) mi vengono ancora i brividi nel risentire quelle note e quelle parole. 


...qui dove il mare luccica e tira forte il vento...

Un altro ricordo che porterò con me sarà sicuramente la colazione che mi dava il buongiorno al ritorno dalla corsetta mattutina. In particolare, la Torta Caprese... Golosissima soluzione anche per utilizzare le Uova di Pasqua rimaste :-)


INGREDIENTI 

200 g di cioccolato fondente
200 g di zucchero
200 g di burro morbido
200 g di granella di mandorle
4 uova
zucchero a velo qb

PREPARAZIONE

Fate fondere il cioccolato nel microonde (o a bagnomaria), poi, mescolando, incorporate il burro a pezzetti. 

Aggiungete alla crema ottenuta lo zucchero e la granella di mandorle. 

Unite alla preparazione intiepidita i tuorli (uno per volta).

Montate a neve gli albumi e uniteli al composto dal basso verso l'alto. 

Versate il tutto in una tortiera precedentemente rivestita con carta forno.

Infornate a 170 °C per 45' circa.

Lasciatela raffreddare nella tortiera, sformatela e servitela cosparsa di zucchero a velo.