martedì 29 gennaio 2013

TRATTORIA TIRO A SEGNO

A quanti di noi è capitato di passare davanti a un locale mille volte, esserne attratti, ripromettersi costantemente di andarci e poi, per svariati motivi, continuare a rimandare? 

Solitamente questo accade con i posti a noi più vicini, come nella vita in generale. 

Spesso le cose e le persone non vengono valorizzate in maniera corretta fintanto che sono lì "a portata di mano". La tendenza è sempre quella di cercare altrove ciò che (forse) ci farà felici, di pensare "chissà dove sarà?". 
Poi, un giorno, ti svegli, apri gli occhi ed ecco l'illuminazione: tutto quello che cercavi, che desideravi tanto era proprio lì, a pochi passi da te. 

Ok, stop con le divagazioni metafisiche ;-) 

Sabato sera ho finalmente avuto l'occasione di cenare in un ristorante che da anni (ha aperto nel 2009!) mi incuriosiva... E posso confermare che ho aspettato davvero troppo troppo tempo per andarci!

La prima cosa che mi ha colpito della trattoria "Tiro a Segno" è che, non appena entrata, mi sono sentita "a casa". L'ambiente è estremamente accogliente, arredato in modo a dir poco originale. 

Date un'occhiata al bancone...  

  
E poi ad accrescere l'atmosfera famigliare, ecco i due padroni di casa: Janina e Davide. Una coppia speciale, che riesce a mettere i clienti perfettamente a proprio agio. 
Dopo avervi fatto accomodare, vi illustreranno a voce il menu del giorno, che cambia settimanalmente in base alla stagionalità e alla reperibilità delle materie prime (e che potete trovare scritto sulla lavagna e nel loro sito, aggiornato costantemente). Accanto al menu, un'altra lavagna vi indica i vini degustabili al calice, scelti tra le quasi 300 etichette presenti nella loro cantina (tutte le bottiglie si possono anche acquistare). 


Ed ecco qui la proposta di questa settimana, giusto per stuzzicarvi un po' l'appetito... e la curiosità...

ANTIPASTI

-Antipasto "Tiro a Segno" al buffet

...e qui non avete che da sbizzarrirvi...

-Tartare di Manzo all'Albese


PRIMI PIATTI 

-Minestra di farro e borlotto con cipolla all'agro
-Risotto allo zafferano e liquirizia 
-Tagliolini al cacao con ragù di bue

SECONDI PIATTI

-Hamburger di pesce bianco su salsa maionese
-Arista di maiale alla birra "Baladin"
-Tagliata di puledro con patate alla paprika

...di una tenerezza unica...

E PER FINIRE...

-Formaggi selezione Guffanti


-Le goloserie fatte in casa
-Tarte Tatin di mele con salsa alla vaniglia 

***

TRATTORIA TIRO A SEGNO 
Via Matteotti 23
Borgomanero (NO)
Tel. 0322-846361
Cell. 340-5419534
www.trattoriatiroasegno.it
info@trattoriatiroasegno.it
Giorno di chiusura: lunedì








lunedì 28 gennaio 2013

FAGOTTINI DI BRESAOLA DAL CUORE TENERO

Buon lunedì gente!

Per festeggiare l'inizio di questa nuova settimana (e i primi due mesi di vita della Gastronomade), è con grande soddisfazione che vi annuncio la mia prima collaborazione da "foodblogger". 



Questa bella opportunità mi è stata offerta dalla IN.AL.PI. di Moretta (CN), che ringrazio pubblicamente per essersi affidata a una novellina come me :-) 


Quest'Azienda, operante nel settore lattiero caseario sin dal 1800, ha saputo coniugare perfettamente tradizione e innovazione, avvalendosi di materie prime dall'altissimo standard qualitativo. 

I prodotti INALPI, destinati sia all'industria, sia alla grande distribuzione, si diversificano in una gamma molto ampia: panna, burro, yogurt, formaggi filanti, formaggini, formaggio fuso a fette, formaggio grattugiato fresco e diversi tagli di formaggi classici come le tome e la caciotta cremina. 

Ed ecco qui quello che ho trovato aprendo il mio pacco prova... 



Non ho che da sbizzarrirmi tra le Fettine Classiche, le Fettine Emmental, le Fettine Light e i Formaggini... Ed è proprio da questi ultimi che sono partita per realizzare la mia prima ricetta: i fagottini di bresaola dal cuore tenero

Ottimi come antipasto e/o come finger food per un aperitivo... Volete prepararli con me? 



INGREDIENTI (per 4 persone)

16 fettine di bresaola (io adoro quella equina)
1 confezione di FORMAGGINI IN.AL.PI.
Un mazzetto di Erba Cipollina
Olio Extra Vergine di Oliva
Sale & Pepe

PREPARAZIONE

In una ciotolina lavorate i Formaggini con l'olio, l'erba cipollina sminuzzata, il sale e il pepe. 

Mettete un cucchiaino abbondante del composto ottenuto sulle fettine di bresaola e richiudetele come un fagottino, 
completandole con un nastrino di erba cipollina. 

Semplice e gustoso, che ne dite?

  





  

sabato 26 gennaio 2013

ARANCE BUONE... IN TUTTI I SENSI!

Buon Sabato, gente! Non so lì da voi, ma finalmente qui nella mia Valle il sole è tornato a splendere... E siccome nei giorni scorsi le montagne hanno visto arrivare (finalmente) un po' di neve, le mie ciaspole mi reclamano. Ovviamente, non le farò attendere troppo :-)
Prima di partire, però, voglio ricordarvi di cercare la piazza più vicina a voi in cui potrete trovare le "Arance della Salute" dell'AIRC, per contribuire attivamente alla lotta contro il cancro. 



Con un contributo di 9 euro vi porterete a casa 2,5 kg di bontà (arance rosse di Sicilia) e un opuscolo con consigli e ricette per una sana e gustosa alimentazione. Quale modo migliore per fare del bene agli altri e a noi stessi? 

Lungo la strada anch'io mi fermerò a comprarmi il mio bel sacchetto, anche perché ho in mente un paio di ricette viste in questi giorni proprio a base di arance... 

Io penserò a quale fare corricchiando in mezzo alla neve, ma nel frattempo ve le racconto tutte e due...

1) PLUMCAKE ARANCE E CIOCCOLATO 
(da "La Prova del Cuoco"... con piccola variante)

INGREDIENTI

60 g di burro
180 g di zucchero
2 uova
125 ml di latte
60 ml di succo di arance rosse di Sicilia
la scorza di un'arancia (non trattata) grattugiata
160 g di farina 00
1 bustina di lievito per dolci
80 g di gocce di cioccolato

Per la glassa:
300 g di cioccolato fondente 
3 cucchiai di latte 

PREPARAZIONE

Montare il burro morbido con lo zucchero e le uova.

Aggiungere il latte, la scorzetta grattugiata e il succo delle arance.

Incorporare al composto la farina e il lievito.

Aggiungere le gocce di cioccolato.

Versare il tutto in uno stampo da plumcake rivestito di carta forno 
e cuocere a 180 °C per 40' (forno statico).

Una volta raffreddato, ricoprirlo con la glassa realizzata facendo sciogliere a bagnomaria (o nel microonde) il cioccolato fondente con 3 cucchiai di latte.


***


2) CROSTATA DI ARANCE E CIOCCOLATO 
(da "Alice Cucina" di Gennaio 2013)

INGREDIENTI 

Per la pasta frolla:
170 g di farina 00
70 g di zucchero a velo
100 g di burro freddo
2 tuorli d'uovo
la scorza grattugiata di un'arancia rossa di Sicilia non trattata
un pizzico di sale

Per la copertura:  
200 g di marmellata di arance 
200 g di cioccolato fondente 
100 g di panna fresca

PREPARAZIONE

Preparate la pasta frolla unendo tutti gli ingredienti sopra indicati (sempre facendo attenzione a non surriscaldarla eccessivamente con le mani).

Formate un panetto e lasciatelo riposare in frigorifero per 30' coperto dalla pellicola.

Stendete la frolla in uno stampo per crostata rivestito di carta forno, coprite con un altro foglio di carta forno e versatevi sopra dei legumi secchi per la "cottura in bianco".

Infornate a 160 °C per 20'.

Togliete i legumi, la carta forno e mettete nuovamente a cuocere per altri 20' circa (finché la superficie non risulterà bella dorata).

Togliete dal forno e fate raffreddare. 

Nel frattempo preparate la fonduta, facendo sciogliere a bagnomaria il cioccolato con la panna. 

Spalmate la frolla con la marmellata di arance e distribuitevi sopra la fonduta. 

Mettete a raffreddare in frigorifero per un'oretta circa e servite.

A voi quale ispira di più? Oppure avete qualche altro suggerimento da darmi?









venerdì 25 gennaio 2013

ARTE E SAPORI A BOLOGNA

A partire da oggi sino a lunedì 28, Bologna si trasformerà in Capitale dell'Arte. Presso "Bologna Fiere" si svolgerà, infatti, la trentasettesima edizione della "Fiera Internazionale dell'Arte", mentre il centro della città ospiterà svariati eventi nell'ambito di  "Art City" (in particolare vi segnalo la "Art City White Night" di questa notte). 

Già, Bologna... Scoperta per motivi di lavoro quasi tre anni fa, mi ha immediatamente conquistata. Non potrò mai dimenticare i suoi colori all'alba durante le mie corsette di prima mattina, le passeggiate in bicicletta alla sera tra le viuzze del centro, il calore e la simpatia delle persone... 

E poi, vogliamo parlare dei sapori? Se volete provare l'apoteosi della gastronomia petroniana, segnatevi questo nome: "Da Sandro al Navile". A pochi chilometri dal centro storico, in un piccolo borgo antico, troverete questo gioiellino e, vi assicuro, non lo potrete più dimenticare. 



Cortesia, ospitalità, una ricca e accurata carta dei vini e una cucina fortemente improntata alla tradizione sono le chiavi del successo di questo ristorante, dove la fanno da padrone i primi piatti, in particolare la pasta fresca realizzata a mano dalle fantastiche "sfogline". Ecco qui i tortellini in brodo di capppone con spolverata di Parmigiano Reggiano, semplicemente da sogno... (avete visto le dimensioni?)

     
Non sono da meno i secondi piatti, con svariate proposte a base di carne (e una ridotta ma accurata proposta di pesce). Io, incuriosita dal nome, ho optato per la "foglia morta": un velo di carne tenerissima scottata al forno, ricoperta da scaglie di parmigiano e lamelle di funghi porcini...


E poi i dolci... O meglio "Il Dolce": gelato alla crema mantecato con aceto balsamico servito con una maestria mai vista prima... Guardare per credere!


Siete già abbastanza ingolositi? Non finisce mica qui... Il ristorante è anche famoso per la sua selezione di whisky e rum (con tanto di saletta dedicata ai clan scozzesi). Io mi sono coccolata con questo...


***
ANTICA TRATTORIA DA SANDRO AL NAVILE
Via del Sostegno 15
Bologna
Tel. 051-6343100
info@dasandroalnavile.it
www.dasandroalnavile.it
Solo nel periodo estivo: chiuso il sabato e la domenica

martedì 22 gennaio 2013

CRUNCHY CAKE DELLE SORELLE MACI

Credo che tutti noi "bloggers" abbiamo un primo blog di riferimento, quello da cui abbiamo preso ispirazione,   che ci ha dato l'input per iniziare a percorrere questa strada... 

Nel mio caso, si è trattato di un vero e proprio "colpo di fulmine" per Sorelle in Pentola
Ho "conosciuto" Chiara Maci attraverso la televisione, non perdendomi nessuna puntata di "Cuochi e Fiamme". 
Giorno dopo giorno ho seguito (e seguo tuttora) lei e sua sorella attraverso le ricette del loro blog, ma non solo. 
Chi conosce le "sorelle" sa che nel loro mondo trova molto, ma molto di più! 
Io mi ritrovo soprattutto in quello che scrive Chiara, anche quando esula dal discorso culinario... Tante volte mi è capitato di leggere alcune sue riflessioni sulla vita, che sembravano essere appena uscite dalla mia mente e dal mio cuore. 

E per voi qual è stato "il primo blog"?

La ricetta che vi propongo oggi è una delle prime che ho "rubato" dalle "Sorelle in Pentola"... e ogni volta è sempre un successone!

Venite a preparare con me questa golosissima "Crunchy Cake" delle sorelle Maci... L'unica variazione che mi sono concessa sono le nocciole al posto delle noci... Da buona Piemontese, nè :-)


INGREDIENTI 

450 g di farina 00
500 g di ricotta
180 g + 100 g di zucchero semolato
110 g di burro freddo
2 uova
1 bustina di lievito per dolci
100 g di gocce di cioccolato
nocciole tostate tritate (qb)
2 cucchiai di latte

PREPARAZIONE

Lavorate il burro a pezzetti con la farina.

Aggiungete le uova, 180 g di zucchero e il lievito; lavorate il tutto con la punta delle dita sino a ottenere un composto sabbioso (attenzione a non riscaldarlo troppo).

Foderate con carta forno uno stampo a cerniera (diametro 26), sbriciolatevi all'interno metà del composto sul fondo e lungo il bordo, senza lasciare buchi.

A parte lavorate la ricotta con i 100 g di zucchero rimasto e i due cucchiai di latte.

Ricoprite la base della torta con il composto di ricotta e cospargete il tutto di gocce di cioccolato e nocciole tritate. 

Sbriciolatevi sopra l'impasto rimasto, coprendo sempre tutti i buchi ma senza fare eccessiva pressione.

Infornate a 180 °C per 30 minuti in forno statico. 


lunedì 21 gennaio 2013

"AL CONTADINO NON FAR SAPERE...

...quanto è buono il formaggio con le pere."

Quante volte avete sentito questo proverbio? Sicuramente tantissime. 
A differenza di altri, che si sono diffusi solo in alcune zone d'Italia, questo riecheggia da secoli in tutto il territorio nazionale. 
Sarà la "deformazione scolastica" della laurea in Lettere, non so... Fatto sta che sono sempre stata appassionata di etimologia (confesso: ogni tanto mi diletto a sfogliare il dizionario etimologico... Insomma, ognuno ha le sue turbe psichiche, no?) e la storia dei proverbi mi affascina in modo particolare. 

Qualche anno fa, lo storico Massimo Montanari ha pubblicato un libro interamente dedicato al proverbio "Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere", conducendo il lettore in un interessantissimo viaggio attraverso i secoli, da Polifemo ai giorni nostri. 


Il cibo diventa lo specchio della società: da un lato il formaggio come simbolo della gastronomia povera (identificato con i pastori), dall'altro la pera, espressione dell'effimero, per cui legata alle classi sociali più elevate, che potevano concedersi alimenti di breve conservazione. 
Con l'avvento della cultura monastica nel Medio Evo, però, i due mondi tendono ad avvicinarsi, per poi separarsi drasticamente nell'era moderna. Ed è proprio qui che il nostro Montanari colloca la nascita del proverbio in questione, sottolineando il passaggio dal semplice gusto (e quindi "non è buono ciò che è buono, ma è buono ciò che piace", ossia de gustibus non disputandum est) al buongusto. Infatti, far sapere al contadino quanto fosse buono il formaggio con le pere avrebbe significato elevarlo eccessivamente nella scala sociale, poiché il buongusto doveva essere riservato solo e soltanto alle classi privilegiate. 

Uno dei vantaggi della democrazia (o presunta tale) è che oggi tutti noi possiamo far provare alle nostra papille quanto questo abbinamento sia non solo buono, ma oserei dire godurioso... 

Quindi, seguitemi in cucina e rinfreschiamoci la memoria con un bel risotto con pere e gorgonzola!

INGREDIENTI 

320 g di riso carnaroli
1 cipolla di medie dimensioni 
Vino bianco qb
Olio extra vergine di oliva qb
Sale e Pepe qb
Brodo vegetale qb
150 g di gorgonzola dolce
2 pere Abate di medie dimensioni

PREPARAZIONE

Fate soffriggere la cipolla tagliata in piccoli pezzi con l'olio d'oliva.

Aggiungete il riso e fatelo tostare.

Sfumate con il vino bianco, dopodiché iniziate ad aggiungere poco brodo per volta.

A circa 10 minuti dalla fine della cottura del risotto, aggiungete le pere tagliate a dadini e il gorgonzola a cubetti. 

Servire con una bella macinata di pepe nero 
(facoltativa una grattugiata di parmigiano).

***

IL FORMAGGIO CON LE PERE. LA STORIA IN UN PROVERBIO.
Massimo Montanari
Editori Laterza 
Bari 2008
162 pp. 



sabato 19 gennaio 2013

"DA U NICO"... CHE BELLA SORPRESA!

Ieri sera per cena vi ho portato in una graziosissima osteria nel cuore di Alassio... Oggi, invece, per pranzo ci spostiamo di una sessantina di chilometri a est, per la precisione a Varazze. 
A differenza dell'Osteria D'Angi, che già conoscevo, questa è stata una piacevolissima scoperta di pochi giorni fa... Io e la mia agente avevamo appena finito di visitare l'ultimo cliente della mattinata, erano già le 13 passate e ci siamo avventurate nel centro storico alla ricerca di un localino che ci "ispirasse". 
Ed eccola lì, in una viuzza secondaria, l'Ostaia da U Nico... Piccolina, accogliente, con menu scritto sulla lavagna (cosa che semplicemente adoro!) e frasi da portare nel cuore... Potevamo non fermarci? 



Ogni giorno il menu cambia in base al pescato (...e all'estro del cuoco, un vero e proprio "personaggio"!), fatta eccezione per i piatti fissi che scandiscono i giorni della settimana:  


Io mi sono fatta deliziare da un superlativo piatto di moscardini affogati, serviti con due belle fette di pane casereccio tostato (se non si fa scarpetta qui, quando si deve fare???)... Piccanti al punto giusto, con una leggera sfumata di cognac... E vogliamo commentare la presentazione? 


Segnatevi l'indirizzo, non ve ne pentirete!

OSTAIA DA U NICO
Via Malocello 28
Varazze (SV)
Tel. 019-97432
Giorno di chiusura: Martedì 


  

venerdì 18 gennaio 2013

"D'ANGI", UN'OSTERIA NEL CUORE DI ALASSIO

Questa settimana ho (finalmente) ricominciato a dedicarmi alla parte che amo di più del mio lavoro, le visite presso i clienti. 
Dopo la pausa natalizia, ritorno a vivere tra treni, aerei, autostrade, stanze d'albergo... 
Stancante? Indubbiamente sì, oltre al fatto che la vita privata diventa difficilmente programmabile. Però vi assicuro che (crisi a parte) le soddisfazioni che ne traggo mi ripagano ampiamente. 
Conoscere persone nuove, creare legami che vanno oltre il lavoro, visitare posti sconosciuti e rivisitare quelli che ti sono già entrati nel cuore, alzarsi la mattina e mettere le mie scarpette da running per correre in chissà quale città, conoscere le cucine tipiche del nostro bellissimo Paese... 

Dopotutto sono una "gastronomade", no? ;-)

Come prima trasferta dell'anno sono stata in Liguria, più precisamente "a Ponente". E come inizio non potevo chiedere di meglio... In effetti, per una Piemontese come me, dire "andiamo al mare" equivale a dire "andiamo in Liguria". Ormai considero Alassio la mia seconda casa, dopo ben 31 anni che mi ospita (la prima volta ero ancora nel pancione della mamma!). 
Estati con i nonni, con gli zii e i cugini, con i primi (e successivi) amori, ma anche (soprattutto negli ultimi tempi) in perfetta solitudine. E posso dire che, anche questa volta, non mi ha deluso. Ma volete mettere i benefici di un inizio di giornata con corsetta sul lungomare e poi colazione con i mitici "Baci di Alassio"? 
Be', non ha veramente prezzo...

E se poi durante la giornata si lavora e non c'è troppo tempo per fermarsi, alla sera tutto cambia... Si ritorna "slow" e ci si può sedere tranquillamente in una di quelle belle osterie che mi piacciono tanto, davanti a un buon bicchiere di vino. 

Il mio "locale del cuore" alassino in questo periodo è chiuso (almeno sino a marzo), ma già qualche anno fa ho scovato, proprio nel bel mezzo del budello, una buona alternativa, l'Osteria D'Angi, e così l'altra sera ci sono ritornata... 



Confesso che ero un po' "cotta" dalla giornata lavorativa, per cui mi sono limitata a un ottimo (e abbondante) antipasto misto mare comprensivo di salmone affumicato, carpaccio di pesce spada e insalata di gamberi, polipo e patate, accompagnato da un'insalatina di carciofi di Albenga (strepitosi!). 




Ma per voi che magari avete un po' più di fame, ecco il menu di stagione... Ne vale la pena, ve lo assicuro!

ANTIPASTI 

Farinata con verdure grigliate
Parmiligure di melanzane
Girandola di Salmone affumicato al naturale
Polpo con patate, capperi e pomodorini
Insalata tiepida di mare
Antipasto misto di pesce

PRIMI PIATTI

Trenette al pesto
Trofiette "Vecchia Genova"
Ravioli vegetariani di Borragine al pomodoro fresco
Spaghetti ai frutti di mare
Ravioli di branzino con seppie e scampi
Mandilli genovesi con gamberi e zucchine

SECONDI DI MARE

Frittura di calamari
Fritto misto di pesce
Filetto di branzino in crosta di patate e rosmarino
Pescato del giorno sfilettato alla ligure
Pesce spada alla griglia
Gamberoni grigliati 
Grigliata mista di pesce

LE TAGLIATE

Tagliata di manzo
Tagliata di manzo con rucola e grana
Tagliata di manzo alle erbe liguri con patate al forno 
Tagliata di manzo con cipolle rosse, peperoncino e aceto balsamico
Sottofiletto di manzo alla griglia
Morbidelle con patate fritte

*** 

OSTERIA D'ANGI
Via Vittorio Veneto 106
Alassio (SV)
Tel. 0182-648487
Giorno di chiusura invernale: Lunedì 
In estate sempre aperto











  

mercoledì 16 gennaio 2013

17 GENNAIO: LA OLA MONDIALE DEL TIRAMISÙ

Domani 17 gennaio 2013 ritorna, per il sesto anno consecutivo, la Giornata Internazionale della Cucina Italiana.
Ancora una volta sarà una celebrazione dell'autentica cucina italiana e di qualità a livello mondiale .
Quest'anno, per l' IDIC 2013, il piatto ufficiale è il TIRAMISÙ, senza dubbio il più noto tra i dolci della tradizione italiana e quello più diffuso negli ultimi 30 anni, e per questo motivo uno tra i più imitati nel mondo.

È stato definito come un dolce paradisiaco e sicuramente a renderlo tale ha contribuito anche la semplicità nella preparazione.

L'ormai tradizionale "Ola mondiale del Tiramisù" sarà ancora una volta guidata da centinaia di chef che fanno parte dell'associazione Itchefs-gvci (http://www.gvci.org) provenienti da più di 40 paesi, oltre a tutti i gourmet e foodies che potranno unirsi agli chef, da qualsiasi parte del mondo, realizzando il proprio Tiramisù.

Il mio piccolo contributo alla "Ola mondiale del Tiramisù" è preso in prestito dall'amico pasticcere Mamo, che lunedì sera ci ha deliziati con una sua originale versione a base di crema chantilly, pasta fillo e scaglie di cioccolato...

E via con la Ola!!!





lunedì 14 gennaio 2013

CHAMPAGNE ED ESCARGOTS, LA RICETTA DELLA FELICITA'

Metti che, per la prima volta, vinci una lotteria. E non si tratta di una vincita qualunque, ma di una Magnum di Champagne Delaplace (vedi Charpentier).

Metti che questo biglietto ti sia stato regalato dal tuo più caro amico, con il quale hai condiviso gli ultimi 17 anni della tua vita.

Metti che, finalmente, cogli questa occasione per organizzare con lui la cena che rimandate da tempo, per farvi deliziare dalle Escargots à la Bourguignonne "Chez Yvette" (la mia mamma). 

Avete unito tutte le precedenti ipotesi? Perfetto... 

Trasformatele in realtà ed ecco a voi la mia cena di ieri sera. Una cena da ricordare.

Pochi ingredienti, di ottima qualità: amicizia, famiglia, risate, calore, voglia di condivsione... e, ovviamente, champagne ed escargots!



Ed eccola qui la ricetta delle Escargots à la Bourguignonne "Chez Yvette"... I "vostri" ingredienti per una serata speciale li lascio a voi ;-) 


INGREDIENTI


24 lumache grandi (già spurgate) + 24 gusci vuoti
250 g burro morbido
un mazzo di prezzemolo
mezzo scalogno
2 spicchi d’aglio
sale qb


PREPARAZIONE


Lavorate il burro con il battuto di prezzemolo, aglio e scalogno e un pizzico di sale.

Mettete un petit peu del composto nel guscio, inserite la lumaca e ricoprite con un altro strato (abbondante) di burro.

Infornate a 180 °C per 10 minuti circa.

N.B.: Servitele accompagnate da abbondante pane per fare “scarpetta”… è inevitabile!!!


     

venerdì 11 gennaio 2013

TORTA TENERINA... UN COLPO DI FULMINE!

Negli ultimi tre anni ho girato l'Italia soprattutto per lavoro, cercando (quando possibile) di rubare qualche attimo per vedere, conoscere, assaporare... 
Ogni tanto, però, "capita" che la gastronomade gironzoli per la Penisola anche da turista :-) 

Proprio durante una mini vacanza di qualche anno (e vite) fa, che mi sono ritrovata nell'incantevole città di Ferrara per assistere al "Buskers Festival", spettacolare rassegna internazionale dei musicisti di strada, che si svolge tra la fine di agosto e l'inizio di settembre.  
In quell'occasione ho pernottato presso l'Agriturismo "Alla Cedrara"... Luogo incantevole a soli 7 chilometri dal centro storico (agevolmente raggiungibile in bici), con splendide camere eleganti (ma non troppo) e un magnifico giardino in cui nei mesi estivi viene servita la prima colazione. 
Eh già, la prima colazione... E' stato proprio in quel frangente che ho conosciuto uno dei miei grandi amori, ancora oggi confortevole rifugio nei momenti "no": la torta tenerina

Leggenda vuole che fosse nota sin dagli inizi del '900 come "Torta Regina del Montenegro", in onore di Elena Petrovich del Montenegro, convolata a nozze con Vittorio Emanuele III nel 1896. Le cronache rosa dell'epoca parlano di un vero e proprio colpo di fulmine tra i due e la regina divenne nota come la sposa dolce dal cuore tenero, paragonabile a un dolce dall'interno languidamente morbido... La torta tenerina, per l'appunto! 

Come per tutte le ricette della tradizione, ne esistono innumerevoli varianti. Io mi affido a quella donatami dalla proprietaria della Cedrara... Dopotutto il controllo qualità l'ho fatto (e posso confermare che mi è venuta esattamente come la sua!).

INGREDIENTI

200 g di cioccolato fondente
100 g di zucchero
100 g di burro
3 uova
1 cucchiaio di farina 00
1 bustina di vanillina



PREPARAZIONE

Fondete il cioccolato a bagnomaria (o nel microonde) e aggiungete il burro a pezzetti per farlo sciogliere.

Sbattete i tuorli d'uovo con lo zucchero sino a ottenere un bel composto bianco e spumoso. 

Aggiungete la vanillina e la farina.

Quando il cioccolato sarà tiepido, unirvi il composto di tuorli, zucchero, farina e vanillina.

Montate gli albumi a neve ben ferma e uniteli alla crema di cioccolato, sempre mescolando delicatamente dal basso verso l'alto. 

Versate l'impasto in una teglia imburrata e infarinata del diametro di 20 cm.

Cuocete nel forno preriscaldato a 180 °C per 30 minuti (forno statico).

Il risultato dovrà essere una torta non particolarmente alta (non c'è lievito), 
con una crosticina quasi meringata all'esterno e un morbidissimo cuore all'interno.

Con questa ricetta vi auguro un buon week-end "coccoloso", 
sia da soli, sia in dolce compagnia... 

A presto gente!



mercoledì 9 gennaio 2013

MADRI, FIGLIE E QUELLA SANA COMPETIZIONE...

La mia prima vera musa ispiratrice in ambito culinario è stata, senza dubbio, la mia mamma.
Anche quando aveva pochissimo tempo, tra il lavoro nella sua Boutique e me e mia sorella da crescere, non ci ha mai fatto mancare qualche buon piattino preparato con amore, dal più semplice pancotto ai più elaborati calamari ripieni con patate. 
E poi, quante crepes... Dolci, salate, in tutte le varianti possibili... Sì, perché la mia mamma è di origini francesi (per la precisione della Piccardia) e quando mia sorella era piccola e del tutto inappetente (in questo non siamo parenti), poteva nutrirla solo con le crepes!
Ho passato ore a guardarla cucinare, immagazzinando nella mia testolina tutto ciò che faceva... 
Sul lato pratico in realtà c'era qualche problemino... Sono sempre stata abbastanza disordinata, sin da piccola, per cui la mia mamma non si fidava moltissimo a lasciarmi "pasticciare". Ma per questo ho subito trovato un ottimo rimedio: ho "invaso" la cucina della mia nonna, et voilà! Teoria dalla mamma e pratica dalla nonna :-)
Soprattutto negli ultimi anni, la passione per la cucina ha fatto sì che io e la mia mamma ci legassimo ancora di più. E adesso si è pure innescata una bella e sana competizione!
Così, l'altro giorno, le ho sottoposto una ricettina per variare uno dei suoi cavalli di battaglia, la Quiche di Cipolle (il sangue francese non mente). L'avevo vista fare pochi giorni prima da Benedetta Parodi (una delle mie trasmissioni preferite mentre corro sul tapis roulant) ed eccola qui: Crostata di Cipolle e Ricotta.
La mia chef l'ha super approvata (che soddisfazione!)... Volete testarla anche voi?  



INGREDIENTI

1 rotolo di pasta brisé
3 cipolle dolci (...quelle di Cureggio sarebbero l'ideale...)
300 g di ricotta
120 g di parmigiano grattugiato
2 uova 
acqua qb
olio extravergine di oliva qb
sale e pepe qb


PREPARAZIONE

Stufate le cipolle tagliate finemente con un filo di olio e un goccio d'acqua.
Unite le cipolle stufate alla ricotta, al parmigiano e alle uova.
Aggiustate di sale e pepe. 
Foderate una teglia da crostata rivestita di carta forno con la pasta brisé.
Bucherellate il fondo e versatevi la farcia.
Cuocete per circa mezzora in forno statico a 180 °C 

Bon Appetit! 



martedì 8 gennaio 2013

ALPE DEVERO, IL MIO BUEN RETIRO

Credo che ciascuno di noi abbia il proprio buen retiro, il "luogo del cuore" dove vorrebbe rifugiarsi nei momenti più difficili, per ricaricarsi e rinnovarsi. 
Per me, soprattutto con il sopraggiungere dell'inverno, questo luogo è rappresentato dall'Alpe Devero, un'oasi di pace e tranquillità nell'estremo nord del Piemonte, al confine con la Svizzera.
Bellissima in tutte le stagioni, in questo periodo diventa ancora più affascinante, con la neve che riveste gli alberi, i sentieri, le baite... 
E, per una ciaspolatrice come me, non potrebbe esistere posto migliore! 
Si è soli, in mezzo alla natura ancora quasi incontaminata (fortunatamente) e la mente può liberarsi da tutte le tensioni accumulate nel mondo reale... Eh sì, perché qui sembra davvero di vivere in un mondo fatato, senza tempo. 
I pensieri fluiscono ovattati, leggeri, senza impedimenti.

Ovviamente ho approfittato di queste vacanze per concedermi qualche giorno di "disintossicazione" e, ancora una volta, il mio angolo di Paradiso non mi ha deluso...

  
Direi che le immagini parlano da sole, vero? 

Ma non è solo la natura ad affascinarmi, anche le persone qui sono più disponibili, ospitali... Hanno sempre un sorriso pronto per te, sanno ancora di "grazie", ti fanno sentire a casa. 

Queste sensazioni le ritrovo soprattutto nell'Agriturismo "Alpe Crampiolo", gestito dalla splendida famiglia Olzeri (mamma, papà e i due figli). 



In questo agriturismo, situato nella romantica frazioncina di Crampiolo, potrete pernottare o anche solo fermarvi per un pranzo o una cena, assaporando i sapori tipici di questa Valle, tra cui il rinomato formaggio Bettelmat (il sig. Olzeri è uno dei sette produttori di questo formaggio, precisamente del "Bettelmatt Alpe Sangiatto")...


AGRITURISMO ALPE CRAMPIOLO
Frazione Crampiolo di Devero
Via La Torre 27 
Alpe Devero (VB)
Tel. 347-8179494
info@agriturismoalpecrampiolo.it
www.agriturismoalpecrampiolo.it

lunedì 7 gennaio 2013

DOLCETTI AL VIN SANTO... Per ripartire dolcemente!

L'Epifania tutte le feste si è portata via... Ed ecco che, come ogni anno, parte il "toto-diete": da quella del minestrone a quella del riso bollito, passando per quella del limone...
Io voglio andare nettamente controtendenza e, anziché propinarvi ricettine leggere e disintossicanti, voglio "addolcirvi" il ritorno al tran tran quotidiano con questi profumatissimi biscotti al vin santo, che vi permetteranno anche di riciclare golosamente la frutta secca che vi sarà avanzata da queste feste...
È una delle prime ricette con cui mi sono cimentata anni fa (l'avevo trovata nel primo libro de "La prova del cuoco") e continua a darmi belle soddisfazioni. Il profumo e la fragranza conferite dal vino sono incredibili... Provate per credere ;-)

Ingredienti (per circa 45 dolcetti)
500 g di farina 00
200 g di vin santo
200 g di zucchero
200 g di uvetta
80 g di frutta secca a piacere (in questo caso io ho usato le arachidi e devo dire che il loro sapore salato si sposava benissimo con il dolce degli altri ingredienti... Convincendo anche i palati più scettici!)
200 g di olio di semi
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Preparazione
Mettete in ammollo l'uvetta nel vin santo.
Impastate farina, lievito, zucchero, olio, vin santo e un pizzico di sale.
Aggiungete l'uvetta strizzata e la frutta secca.
Prendete piccole quantità del composto (circa una noce) e disponetele sulla teglia rivestita di carta forno, abbastanza distanziate le une dalle altre.
Cuocetele a 180 gradi per circa 15 minuti con forno statico.

Ps: non so se avete notato, ma un po' light questa ricetta lo è... Niente uova e niente burro... Così la gola è soddisfatta e la coscienza pure ;-)

Buona settimana gente!

giovedì 3 gennaio 2013

PER UN ANNO DI GUSTO E AMORE

Uno dei più bei messaggi di auguri per questo nuovo anno l'ho ricevuto dal mio amico Peppe Zullo: "Un 2013 con tanto gusto e tanto amore."
E proprio traendo ispirazione da questo augurio (...e incrociando le dita...) ho deciso di dedicare il primo post dell'anno a un piatto gustoso, che per me va a braccetto con l'amore: il risotto.
Innanzitutto perché preparare il risotto richiede cura, devozione...
E poi perché è uno dei piatti che preferisco preparare per chi amo. In un buon risotto è insita una dichiarazione d'amore: "l'ho preparato per te, perché sei importante e voglio dedicarti il mio tempo".

E così, eccovi la mia ricettina di buon inizio 2013, ricca di gusto e di amore: risotto alla zucca e sfilacci di cavallo in cialda di parmigiano.

Ingredienti (per due persone):
180 g di riso Carnaroli
200 g di zucca tagliata a cubetti
100 g di Sfilacci di cavallo
Misto per soffritto qb
Brodo vegetale qb
Olio extravergine di oliva qb
Vino bianco qb
Parmigiano grattugiato qb
Sale e pepe qb

Preparazione:
Innanzitutto prepariamo le cialde... Disegnate su un foglio di carta forno un cerchio della dimensione che desiderate (calcolate che dovrà contenere il risotto) e ricoprite l'interno del cerchio con il parmigiano grattugiato (abbondate pure, non devono esserci buchi).
Mettete nel microonde per 1 minuto alla massima potenza. Tirate fuori il foglio con la cialda ancora bella malleabile e adagiatelo su una scodella capovolta.
Lasciate raffreddare, togliete il foglio di carta forno e voilà, la cialda è pronta!
Fate insaporire la zucca in un pentolino con un filo d'olio e il misto per soffritto. Coprite con il brodo e lasciate cuocere finché la zucca non sarà bella morbida (circa 10 minuti).
Spegnete e frullate la zucca con il mixer a immersione fino a ottenere una crema (nel caso ci fosse ancora troppo brodo, toglietelo prima di frullare). Aggiustate di sale e tenetela in caldo.
Fate scaldare in una padella un filo d'olio, aggiungete il riso e fatelo tostare per benino. Quando i chicchi saranno belli lucidi, sfumate con del vino bianco.
A questo punto procedete normalmente, aggiungendo poco brodo alla volta.
A metà cottura aggiungete quasi tutti gli sfilacci e la crema di zucca.
Alla fine mantecate con una generosa dose di parmigiano (in questo caso il burro si può tranquillamente evitare, la zucca rende il tutto già bello cremoso).
Servite nelle cialde di parmigiano, completando con gli sfilacci avanzati e una bella macinata di pepe nero.
Il contrasto tra il dolce della zucca, il saporito del parmigiano e l'affumicato degli sfilacci vi conquisterà ;-)