mercoledì 28 agosto 2013

INSALATA DI TROTA, POMODORINI E BASILICO

Buon mercoledì amici! 

Ormai quasi tutti siamo rientrati dalle vacanze, ma per fortuna il sole è tornato a splendere e rende il tutto meno traumatico. 

Non solo... Ci permette di godere ancora di qualche piatto fresco e leggero per rimetterci in forma dopo i vizi che ci siamo (giustamente) concessi in vacanza. Non so voi, ma per me è stato proprio così... Meno male che i 12 giorni di trekking in Corsica hanno contribuito allo smaltimento! 

Per l'appunto oggi vi propongo un'insalata leggera ma gustosa, che vede come ingrediente principale uno dei protagonisti indiscussi della cucina valsesiana: la trota. 



INGREDIENTI (per 4 persone) 

4 trotelle di fiume 
Rosmarino
Pomodorini 
Basilico
Sale 
Pepe
Olio extravergine di oliva

PREPARAZIONE 

Eviscerate le trote e sciacquatele sotto l'acqua corrente. 

Asciugatele tamponandole con carta assorbente e farcitele con un pizzico di sale, pepe e un rametto di rosmarino. 

Adagiatele su una teglia rivestita con carta forno, cospargete con un pizzico di sale e pepe e irroratele con un filo d'olio. 

Infornatele a 180 gradi per 15/20 minuti (regolatevi in base al vostro forno e alla dimensione delle trote). 

Una volta cotte, pulitele ricavandone dei filetti che ridurrete a bocconcini. 

Condite il tutto con i pomodorini tagliati a spicchi e il basilico a listerelle.  

Aggiungete un filo d'olio a crudo e buon appetito! 

In abbinamento i sommelier di ENOPATIA consigliano: 

Erbaluce di Caluso docg 2011 - Tenuta Roletto. 

L'Erbaluce è un vitigno autoctono dell'area che va dal canavese alle colline Novaresi e ha una lontana parentela con il vitigno Greco. Nel Canavese ha trovato l'area di maggiore sviluppo, soprattutto nell'area fra Caluso e il lago di Viverone, in cui viene allevato con le tradizionali e suggestive pergole. In quest'area di eccellenza, e per la precisione a Cuceglio, ha sede la Tenuta Roletto, che fa di questo vitigno la propria bandiera. Tanto da portare avanti un progetto di studio ampelografico con l'Università di Torino. L'Erbaluce di Caluso docg è un vino che si caratterizza per la spiccata freschezza acida, ben apposta alla naturale grassezza dei pesci di lago, unita ad una nota di fiori bianchi, pesche ed erbe aromatiche, tenui e delicate. Un vino elegante, affinato in acciaio, che andrà servito ad una temperatura di 10-12 gradi al fine di esaltarne la componente olfattiva ed accompagnare le fregranze vegetali di condimento alla trota al forno.

lunedì 26 agosto 2013

TEGOLE VALDOSTANE

Ben ritrovati amici!

Dopo quasi una settimana dal rientro dalla Corsica, sono tornata al lavoro. E sono anche tornata in cucina, con una grande voglia di sperimentare nuove ricette.

Chiaro segnale della rinnovata voglia di vivere che mi ha travolto, dopo una lunga attesa fatta di alti e bassi, di periodi bui e barlumi di una Luce che finalmente è arrivata.

Proprio per questo, la mia prima ricetta post rientro non può che essere quella delle Tegole Valdostane, con le quali ho suggellato l’alba di questa mia nuova vita.

Per chi non le conoscesse, si tratta di cialde tonde e sottili tipiche della Valle d’Aosta, a base di nocciole. 

Originarie della Normandia, furono scoperte e portate ad Aosta negli anni ‘30 dalla famiglia di pasticceri Boch, che perpetuano la tradizione nel Caffè di Piazza Chanoux.

La loro ricetta rimane ovviamente segreta… Se volete, potete provare con la mia…


INGREDIENTI (per circa 40 tegole) 

100 g di farina 00
100 g di albumi (circa 3 uova grandi)
100 g di nocciole tritate finemente
100 g di burro morbido
100 g di zucchero a velo 

PREPARAZIONE 

Unite tutti gli ingredienti sino a ottenere un composto cremoso e omogeneo. 

Formate dei dischi molto sottili del diametro di 10 cm circa sulla carta forno, aiutandovi con il dorso del cucchiaio. 

Infornate per pochi minuti a 200°C (regolatevi in base al vostro forno... dopo la prima infornata ho capito che il confine tra "dorate" e "bruciate" è questione di secondi...).

Un consiglio? Degustatele con un buon bicchiere di Ratafià... 


martedì 20 agosto 2013

Di Corsica, emozioni e ricchezze impagabili

La costa corsa piano piano si allontana. La stessa che, solo dodici giorni fa, si faceva sempre più vicina. E con lei la curiosità e il timore per questa imprevedibile avventura. 

Dodici giorni che sembrano una vita, tanto forte è stata l'intensità delle sensazioni provate. 

Sia per ciò che è stato, sia per ciò che è mancato. 

Dopo tre anni, una vacanza non da sola.
 
Per la prima volta, un viaggio in compagnia di sconosciuti, zaino in spalla. 

Prenotato per evadere da una vita che iniziava a starmi troppo stretta. Perché il trekking tra il mare e i monti della Corsica mi avrebbe permesso di non pensare. 

Poco prima della partenza, gli inevitabili dubbi. Fortunatamente non ascoltati. 

Perché davvero, la ricchezza che mi sto portando a casa è molto più di tutto quello che mi sarei aspettata. 

Ho camminato, tanto, permettendo ai miei pensieri di fluire liberamente, incasellandosi piano piano al posto giusto. 

Ho imparato a valutare meglio cosa è utile, cosa è indispensabile e cosa è superfluo. 

Quando devi portare sulle spalle uno zaino di almeno 15 kg per l'intera giornata, non puoi non impararlo. 

E diventa metafora della Vita, è inevitabile. 

Perché non puoi arrivare alla vetta se non ti alleggerisci di ciò che ti è di impedimento. 

Sono caduta un paio di volte, mi sono ferita, ma ho scoperto che sono in grado di guarire in fretta. 

Ho visto luoghi meravigliosi, resi ancora più belli dalla fatica fatta per raggiungerli.

Nella mia mente rimarranno indelebili i boschi verdeggianti, i fiumi cristallini, i blu del mare di Cargèse, il sole che tramonta tra i monti di Marignana, il romantico porto di Girolata, il bicchiere di Kyr sorseggiato sulla spiaggia di Galèria, la Processione lungo le vie di Serriera, i canti tipici corsi, le passeggiate solitarie all'alba e i balli improvvisati al chiarore della luna. 



E mille altri fotogrammi scattati con gli occhi. E con il cuore. 



Ma, soprattutto, ho vissuto tutto questo con persone che fino a due settimane fa erano dei perfetti estranei. 

Qualcuno di loro certamente uscirà dalla mia vita in silenzio, così come vi è entrato. 

Qualcun altro, invece, resterà, facendo parte del mio cammino, a suo modo. 

Ci siamo ricordati a vicenda l'importanza di essere uniti, soprattutto nei momenti in cui la fatica sembrava diventare insostenibile. 

Abbiamo riscoperto il valore della condivisione e dell'aiutarsi gli uni con gli altri. 

Abbiamo avuto il coraggio di intrecciare le nostre vite per un breve tratto, scambiandoci pensieri e confidenze, davanti a una birra o arrancando lungo una salita. 

A breve tornerò con le mie ricette e le mie recensioni.

Per il momento vi auguro di vivere con il mio stesso entusiasmo il ritorno alla vita di tutti i giorni. 

Con il bagaglio dei doni ricevuti e con il sorriso sulle labbra per ciò che troverò ad aspettarmi. 


A presto gente!