lunedì 21 gennaio 2013

"AL CONTADINO NON FAR SAPERE...

...quanto è buono il formaggio con le pere."

Quante volte avete sentito questo proverbio? Sicuramente tantissime. 
A differenza di altri, che si sono diffusi solo in alcune zone d'Italia, questo riecheggia da secoli in tutto il territorio nazionale. 
Sarà la "deformazione scolastica" della laurea in Lettere, non so... Fatto sta che sono sempre stata appassionata di etimologia (confesso: ogni tanto mi diletto a sfogliare il dizionario etimologico... Insomma, ognuno ha le sue turbe psichiche, no?) e la storia dei proverbi mi affascina in modo particolare. 

Qualche anno fa, lo storico Massimo Montanari ha pubblicato un libro interamente dedicato al proverbio "Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere", conducendo il lettore in un interessantissimo viaggio attraverso i secoli, da Polifemo ai giorni nostri. 


Il cibo diventa lo specchio della società: da un lato il formaggio come simbolo della gastronomia povera (identificato con i pastori), dall'altro la pera, espressione dell'effimero, per cui legata alle classi sociali più elevate, che potevano concedersi alimenti di breve conservazione. 
Con l'avvento della cultura monastica nel Medio Evo, però, i due mondi tendono ad avvicinarsi, per poi separarsi drasticamente nell'era moderna. Ed è proprio qui che il nostro Montanari colloca la nascita del proverbio in questione, sottolineando il passaggio dal semplice gusto (e quindi "non è buono ciò che è buono, ma è buono ciò che piace", ossia de gustibus non disputandum est) al buongusto. Infatti, far sapere al contadino quanto fosse buono il formaggio con le pere avrebbe significato elevarlo eccessivamente nella scala sociale, poiché il buongusto doveva essere riservato solo e soltanto alle classi privilegiate. 

Uno dei vantaggi della democrazia (o presunta tale) è che oggi tutti noi possiamo far provare alle nostra papille quanto questo abbinamento sia non solo buono, ma oserei dire godurioso... 

Quindi, seguitemi in cucina e rinfreschiamoci la memoria con un bel risotto con pere e gorgonzola!

INGREDIENTI 

320 g di riso carnaroli
1 cipolla di medie dimensioni 
Vino bianco qb
Olio extra vergine di oliva qb
Sale e Pepe qb
Brodo vegetale qb
150 g di gorgonzola dolce
2 pere Abate di medie dimensioni

PREPARAZIONE

Fate soffriggere la cipolla tagliata in piccoli pezzi con l'olio d'oliva.

Aggiungete il riso e fatelo tostare.

Sfumate con il vino bianco, dopodiché iniziate ad aggiungere poco brodo per volta.

A circa 10 minuti dalla fine della cottura del risotto, aggiungete le pere tagliate a dadini e il gorgonzola a cubetti. 

Servire con una bella macinata di pepe nero 
(facoltativa una grattugiata di parmigiano).

***

IL FORMAGGIO CON LE PERE. LA STORIA IN UN PROVERBIO.
Massimo Montanari
Editori Laterza 
Bari 2008
162 pp. 



3 commenti:

  1. Ale... w il gorgonzola con le pere... Io lo cucino in tutte le maniere... ormai ci farò anche un olio solare!!! Un bascio, e bellissima la ricettina del risotto!

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  2. La ricetta è deliziosa.. ma questo libro è davvero speciale! Mi piacerebbe proprio averlo tra le mani! Grazie! un bacione

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  3. Il gongorzola è uno dei miei formaggi preferiti, ottimo nel risotto!Grazie per essere passata dal mio blog, così ho avuto modo di conoscerti, abbiamo le stesse passioni viaggi e cucina! Complimenti per il blog si imparano molte cose!
    un abbraccio
    Vale

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