lunedì 20 maggio 2013

INIZIO SECONDO TEMPO


Eccomi qui, a distanza di un mese esatto dal mio ultimo post.

Era il 20 aprile, giorno del compleanno di mio papà e giorno in cui ho dovuto necessariamente fermarmi.

La sveglia sta per suonare come tutti i giorni alle 6.30, tu apri gli occhi, controlli l’ora: 6.20. 
Wow, ancora dieci minuti. 
Poi provi a girarti e ti accorgi che no, c’è qualcosa che non va. 
E’ come se una calamita non ti permettesse di alzarti dal letto. 
Non capisci bene quello che ti sta succedendo, è una sensazione mai provata prima.
Riesci a metterti in piedi con una fatica immane. 
Ok, probabilmente è perché ieri sera alla degustazione di Champagne hai fatto le ore piccole. 
Adesso ti alzi, ti sciacqui bene il viso, bevi un bel caffè e tutto torna come prima.

E invece no. 

Provi a uscire dalla tua camera da letto, ma il tuo corpo non risponde al comando. 
Va esattamente nella direzione opposta.

Lo spavento, vi assicuro, è indescrivibile. 

E la prima persona che ti viene in mente in questi momenti chi è? La mamma, ovvio. 
La chiami e le dici che così, all’improvviso, alle 6.20 di un venerdì come tanti, non sei più in grado di comandare il tuo corpo.
Mentre aspetti che lei arrivi, provi a sdraiarti, a chiudere gli occhi. Ma è ancora peggio. Iniziano le vertigini, la stanza non smette di girare, ti senti come se fossi in una centrifuga e inizi a vomitare.

Lei arriva, chiama il medico, le ore passano e va sempre peggio.

Non rimane che andare in ospedale.

Neuronite vestibolare, questa è la diagnosi. Almeno una settimana di ricovero e poi si vedrà.

I primi giorni sono durissimi, soprattutto a livello psicologico.

Per chi, da sempre, ha voluto essere indipendente al 100% non sembra vero doversi fare imboccare, lavare, accompagnare in bagno.

E poi devi stare immobile, a letto. E pensi che solo due giorni fa rientravi dopo 7 km di corsa.

Il mantra che tutti continuano a ripeterti è “Devi avere pazienza”. Già, la pazienza. Magari avessero potuta mettermela nella flebo…

Dopo una settimana la bella notizia, puoi tornare a casa.

Certo, ti muovi ancora come un bradipo e quando sali in macchina ti sembra di essere sulle montagne russe, però stai guarendo e ogni giorno noti piccoli ma fondamentali miglioramenti.

E così eccomi, dopo 30 giorni, quasi tornata alla mia vita.

Ma no, non quella che ho lasciato prima di andare in stand-by. Quando il tuo corpo lancia dei segnali così evidenti, non puoi e non devi trascurarli.
Devi imparare a prendere in mano le redini della tua esistenza e imparare a darle la giusta importanza.

Ed è esattamente quello che adesso voglio fare io, perché questo “secondo tempo” sia davvero VITA.

Non sarà facile, saranno necessari tagli, modificazioni, cambiamenti radicali. 

Ma so che la strada giusta è questa. 
Per me, innanzitutto. 
Ma anche per chi mi vuole bene. La mia mamma, in primis. E tutti voi che anche in questo mese mi siete stati vicini (grazie, di cuore).


20 commenti:

  1. Tesoro, ti stavo per scrivere, perchè appunto era un mese che vedevo la cotoletta di papà nella mia blogroll... in verità essendo tu una nomade ho pensato che chissà in quale bel posto stavi... Porca puzzetta, quanto mi dispiace... l'importante è che sia passata e che ora tu stia bene a casa... Il nostro corpo, essendo anche l'unico che abbiamo a disposizione, va curato e ascoltato, sempre. Ti auguro di riprenderti in frettissima! Un bascione!

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    1. Io non l'ho ascoltato per troppo tempo e in effetti lui si è ribellato :-)
      Grazie mille Patty, un bacione anche a te!

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  2. Ciao Ale! Bentornata, mi dispiace un sacco per questa tua assenza forzata...rimettiti con calma, prenditi i tuoi tempi, è vero che per certe cose ci vuole tanta ma tanta pazienza!!
    un bacione e tantissimi auguri di buona guarigione!
    Mari

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  3. Un augurio di cuore, perchè tu possa tornare in forma, e con questa esperienza in tasca, iniziare questo tuo secondo tempo in maniera diversa, ma pur sempre bellissima. :)

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  4. ...oltre a tutto non ti è salita un'ira incredibile? Proprio perché non è possibile, non è giusto...brava a tirare fuori la grinta...in bocca al lupo!! cri

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  5. Mi spiace! cerca di riprenderti in fretta, ma con calma. Son cose queste da prendere coi loro tempi. Un abbraccio.

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    1. Almeno imparo la virtù della pazienza :-)
      Un abbraccio!

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  6. Oddio come la vita può cambiare da un momento all'altro. Mki spiace tanto e nello steso tempo mi fa piacere sapere che tu stia meglio. Ti auguro di cuore, di recuperare in pieno. ti abbraccio forte forte,

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    1. Grazie mille Giovanna! Un abbraccio fortissimo a te!

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  7. Ale, mamma mia che esperienza orribile che hai passato, non sapevo nulla e mi dispiace un sacco, ma allo stesso tempo sono contenta che sia passato tutto e che tu abbia deciso di rendere questo spiacevolissimo evento come uno stimolo per crearti una nuova vita! In bocca al lupo, a presto!

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  8. Alessia...ho letto il tuo post tutto d'un fiato e sono rimasta senza parole...ti auguro tutto il meglio per la tua ripresa e per la tua nuova vita!
    Un abbraccio!

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    1. Grazie di cuore Berry! Un abbraccio forte forte a te!

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